Visualizzazione post con etichetta libri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta libri. Mostra tutti i post

lunedì 14 luglio 2025

Andrea Camilleri - La forma dell'acqua


Inizio a scrivere questa recensione seduto sotto l'ombra di un albero. Da un periodo mi sono appassionato di nuovo al personaggio del commissario Montalbano, nato dalla magnifica penna del maestro Andrea Camilleri. Ho diversi libri di Camilleri nella mia libreria, ne ho letti parecchi, ma dall'ultimo Montalbano che avevo letto è passato decisamente molto tempo e la mia memoria inizia a fare un po' di scherzi. Ho quindi deciso di riprendere in mano quest'opera e ricominciare la lettura dal primo romanzo, ovvero La forma dell'acqua. 
L'ho divorato in pochi giorni, lo ricordavo davvero poco ma man mano che andavo avanti con la lettura, qualche ricordo mi affiorava dalla mente. 

Cosa dire sul primo romanzo sul Commissario Montalbano? Partiamo dal personaggio. Già dalla sua prima apparizione nel 1994 iniziamo a conoscerlo, a renderci conto che ci troviamo davanti una persona con uno spiccato senso di giustizia e di morale. Impossibile non provare fin da subito una certa empatia con questo personaggio. 
Senza entrare nei meriti della storia in se, le parti che più mi piacciono di quando leggo i libri di Camilleri, sono quelle parti che fanno un po' da contorno alla storia. Quando il commissario si ritrova a mangiare al ristorante da Calogero dove Camilleri riesce letteralmente a far venire una fame da lupi mentre descrive le favolose pietanze della cucina siciliana. Quei momenti di pausa dalla storia l'arricchiscono davvero tanto e non mancano di certo in tutti i romanzi. Anzi ne sono parte integrante creando un contesto vivido e palpabile. 

Motore trainante delle storie di Montalbano sono i personaggi, che prendono vita dalla penna di Camilleri, impossibile non affezionarsi subito a tutta la squadra di polizia che aiuta il commissario nelle sue indagini. Ognuno dipinto magnificamente da un tratto inconfondibile. 

Nei libri di Camilleri non manca l'ironia, la critica sociale, la satira e la drammaticità dei problemi di questo paese. Si ride ma soprattutto si riflette anche nel constatare che certi problemi in cui versa il paese, non sono altro che figli degli stessi problemi che attanagliavano l'Italia in quegli anni. Le dinamiche sono sempre le stesse, corruzione e mala politica. 

Bellissima poi la metafora sulla forma dell'acqua. Che forma può avere l'acqua? Ovviamente quella di ciò che la contiene, vien da se che il male può prendere qualsiasi forma. 

Camilleri, con questo primo romanzo sul Commissario Montalbano, da inizio ad una lunga serie di libri dei quali non potrei mai fare a meno di leggere e rileggere. Una lettura che può appassionare chiunque, sia gli appassionati di gialli che chi cerca qualcosa in più in un libro. Se non avete mai letto i romanzi sul Commissario Montalbano, fatevi un favore, correte a comprarvi il primo libro!


sabato 12 aprile 2025

La Prosivendola - Daniel Pennac


 Qualche giorno fa mi è capitato di trascorrere l'intera giornata dal meccanico. Lontano da tutto e tutti. Fortuna che prevedendo una giornata simile ho portato con me un libro che avevo cominciato da qualche giorno. Ovvero il terzo romanzo del ciclo di Malaussène di Daniel Pennac: La prosivendola. Sto amando alla follia i romanzi di Pennac sulle avventure e disavventure di questa sconclusionata famiglia che Pennac affettuosamente chiama tribù. Geniale lo spunto di creare un personaggio principale che come mestiere fa il capro espiatorio. Non credo si sia mai visto niente del genere. 
Quello che riesce a creare Pennac è un mondo vivido, stracolmo di personaggi bizzarri e fuori dal comune. Una scrittura satirica e ironica, una storia piena di colpi di scena. In questo romanzo riesce a tenere alta la tensione per tutto il romanzo. Si rimane incollati alle pagine per ore ed è difficile staccarsi. Mi riesce difficile inquadrare il genere, ovviamente la struttura è quella di un giallo, ma Pennac ha quel gran dono che hanno i grandi scrittori, quello di riuscire a mescolare tanti generi e tirare fuori un qualcosa che ha un tratto davvero personale. Questo è un romanzo di Pennac e va letto assolutamente. 
Ho già iniziato il romanzo successivo, Signor Malaussène, una volta entrati a far parte di questa famiglia, come lettore, non riesco a più a farne a meno!

Note di copertina

"La vita non è un romanzo, lo so... lo so. 
Ma solo lo spirito del romanzo
può renderla vivibile."

Per rilanciare le vendite del suo autore di maggior successo commerciale, che fabbrica dei bestseller mondiali sul mondo della finanza e del quale non si devono conoscere ne il vero nome né il viso, la regina Zabo, tirannica direttrice e geniale. "prosivendola" della casa editrice Taglione, decide, in occasione del lancio del nuovo successo annunciato, di reclutare un "sostituto" che incarni pubblicamente il misterioso J.L.B. Accompagnata da una sapiente e gigantesca campagna stampa, l'operazione riesce. Ma il "sostituto", che ovviamente è Benjamin Malaussène, di professione capro espiatorio, rimane vittima di un attentato durante uno show delirante. Bloccato in un letto d'ospedale in stato di coma, dichiarato dai medici quasi irreversibile, Benjamin viene tenuto ciononostante informato sugli sviluppi del caso dalla sua tribù, resa tranquilla del suo stato di salute dall'affermazione della sorellina astrologa, secondo cui Ben vivrà fino a novantatré anni.

DANIEL PENNAC, già professore di francese in un liceo parigino, è romanziere eclettico, autore di testi teatrali e monologhi, nonché sceneggiatore di fumetti. Creatore della figura di Benjamin Malaussène, di professione capro espiatorio, e dei romanzi di straordinario successo che lo vedono protagonista, ha vinto il Premio internazionale Grinzane Cavour nel 2002 e nel 2005 è stato insignito della Legion d'onore per le arti e la letteratura.

martedì 4 marzo 2025

Asimov Story - La storia e le storie "introvabili" di Isaac Asimov

 Asimov Story - La storia e le storie "introvabili" di Isaac Asimov



Oggi sono capitato ad un mercatino dell'usato, mi piace perdermi tra gli scaffali dei libri ma oggi non avevo tanto tempo a disposizione.  Mi cade comunque l'occhio su questo libro. Una favolosa raccolta dei primissimi racconti di Isaac Asimov. Racconti intervallati da suoi interventi nel quale ne ricostruisce la genesi. Il libro sembra quasi una sorta di diario dello scrittore in cui l'autore ci spiega il suo processo creativo che lo ha fatto diventare uno tra i più grandi del genere della fantascienza. Asimov è uno di quei scrittori di cui leggerei anche la lista della spesa. Ho letteralmente divorato tutti i suoi più famosi cicli e ultimamente avevo anche riletto alcuni dei suoi primi romanzi sul ciclo dei Robot. Adoro Asimov ed è stato sicuramente uno degli scrittori che più hanno fatto parte della mia adolescenza di lettore vorace.  L'ho subito iniziato a leggere ed è stato come ritrovare un vecchio amico. Non vedo l'ora di portare aventi la lettura e che dire...per soli 3,50€ mi sono portato a casa quello che ritengo essere un bel pezzo di storia di questo autore. 

Consigliatissimo!

domenica 15 settembre 2024

Sunset Park - Paul Auster


Miles Heller ha ventotto anni e vive in Florida. Ha poco, eppure ha tutto: l'amore di un'adorabile ragazza di origini cubane, la passione trasmessagli dal padre per il baseball con le sue storie fatte di destino e casualità, e i libri, "una malattia da cui non vuole essere curato". Il lavoro non è un granché, d'accordo, ma lui sembra farlo come se in quell'attività intuisse un misterioso legame con la sua esistenza: affinché le banche possano rimetterle in vendita, deve entrare nelle abitazioni abbandonate e fotografare gli oggetti che gli inquilini vi hanno lasciato. Ma Miles ha una vita precedente da cui negli ultimi sette anni è fuggito. E continuerebbe a farlo se il destino (o il caso) non si mettesse in mezzo: Pilar, la sua ragazza, è orfana e vive con le sorelle maggiori. Ed è minorenne. Così quando decide di trasferirsi da Miles, lui deve avere il loro consenso che ottiene corrompendo la più grande. Ma dopo qualche mese, Angela Sanchez inizia a ricattarlo. A Miles non resta che cambiare aria per un po': in fondo Pilar sarà presto maggiorenne e nulla potrà separarli. Si rivolge all'unico amico con cui è rimasto in contatto, Bing, che insieme ad altri tre ragazzi vive a Brooklyn, in una casa occupata in una zona chiamata Sunset Park. Tornare a New York, la sua città natale, significa fare i conti con i motivi che l'hanno spinto ad andarsene di casa, significa chiarire definitivamente i motivi che hanno determinato la morte del fratello Bobby.

Dopo aver finito la lettura della Trilogia di New York, avevo ancora sete di Paul Auster, e dato che avevo comprato anche questo Sunset Park, incuriosito dalla trama, l'ho subito cominciato per dissetarmi.

La scrittura e lo stile di Paul Auster mi fanno impazzire. Arrivano direttamente al cuore. In uno dei capitoli dedicati al padre del protagonista , descrive la scena di un funerale. Quelle pagine mi hanno talmente colpito per la loro vividezza che non mi sono reso conto che delle lacrime erano scese sul mio viso. Ero là, a soffrire in quella chiesa insieme ai personaggi di questo romanzo. Auster ha la capacità di rendere la finzione narrativa più reale della vita stessa, e lo fa attraverso l'uso sapiente delle parole. Uno strumento che riesce a maneggiare con una lucidità incredibile. Mi sono imbattuto infatti in una descrizione di una persona vuota che mi ha davvero colpito. Auster la definisce: STRUTTURA DI CARNE. Due sole parole che riescono a descrivere in maniera straordinaria un concetto davvero più ampio.

In questo romanzo ci ho trovato tanto del mondo che piace a me, artisti, scrittori, fotografia, cinema, oggetti vintage, libri editoria e tanto altro. Sembra proprio un libro scritto per me. Un libro in cui il tema principale è il senso di colpa. Ogni personaggio di questo romanzo combatte i propri sensi di colpa, confidando e andando alla ricerca di quella speranza che gli faccia credere che non tutto è ancora perduto. Un romanzo davvero intenso e immersivo, mentre lo leggevo avevo la sensazione di trovarmi insieme ai personaggi che Paul Auster è riuscito a creare in maniera vivida dalla sua penna. 

Avanzando con la lettura mi sono reso conto di quanto questo romanzo sia profondo. Oltre a ruotare intorno al concetto di "senso di colpa" e a tutto quello che comporta, c'è anche una forte critica sociale continua di sottofondo. Di come sia diventata tossica la nostra società. Questa non troppo velata critica alla nostra società malata ci accompagna per tutto il romanzo. Poi, pagina dopo pagina mi sono reso conto di come non ci sia in realtà un solo protagonista assoluto in questa storia, ma ogni personaggio ha la sua rilevanza e i suoi sensi di colpa che lo logorano.

Il finale del romanzo è molto aperto, lascia al lettore la possibilità di scegliere in che modo vuole vedere la fine della storia. Almeno io l'ho inteso così: piuttosto che lasciarsi consumare dai sensi di colpa che attanagliano le nostre vite è meglio incentrare le nostre vite sul qui e adesso. Godersi ogni momento possibile poiché basta veramente poco per far cadere tutto quanto come un castello di carte al vento. 

Una lettura che sento di consigliare vivamente a tutti quelli che non riescono ad affrontare la vita per paura di sbagliare e commettere sempre gli stessi errori. Il romanzo mi è piaciuto molto, è stata una lettura davvero intensa e sono contento di averla fatta. Un libro che è capitato tra le mie mani per caso, ma forse è stato lui a scegliermi. 

Sunset Pak - Paul Auster su Amazon

Paul Auster - Trilogia di New York


Pubblicati tra il 1985 e il 1987, i tre romanzi che compongono questa "Trilogia" sono raffinate detective stories in cui le strade di New York fanno da cornice e palcoscenico a una profonda inquietudine esistenziale. "Città di vetro" è la storia di uno scrittore di gialli che "accetta" l'errore del caso e fingendosi un'altra persona cerca di risolvere un mistero. "Fantasmi" narra la vicenda di un detective privato che viene assoldato per tenere sotto controllo una persona, ma a poco a poco i due ruoli si scambiano e colui che doveva spiare diventa colui che viene spiato. "La stanza chiusa" racconta di uno scrittore che abbandona la vita pubblica e cerca di distruggere le copie della sua ultima opera.

Avevo bisogno di qualche giorno per metabolizzare questo libro di Paul Auster. Una trilogia molto particolare e di non facile lettura, o meglio, di non facile interpretazione. Questo è il primo libro di Paul Auster che leggo, per cui è ancora troppo presto per me esprimere un giudizio per questo compianto scrittore. Ma il mio istinto mi dice che lo adorerò e che di suo mi metterei a cercare anche la lista della spesa.

Ho trovato questo libro labirintico, una New York tentacolare che sembra quasi essere una dei protagonisti di questi tre brevi romanzi di cui è composta la trilogia. Una New York viscerale, delle volte disturbante. I protagonisti di queste tre storie gialle, che poi scopriremo essere tutti legati alla fine dell'ultimo romanzo, mi hanno dato l'impressioni di essere tutti degli alter ego dell'autore. Tante facce diverse di Paul Auster che diventa anche personaggio vero, nel primo romanzo. Il protagonista lo va a trovare a casa sua, c'è uno scambio di identità, ma non mi piace scendere troppo nei dettagli e rovinare la sorpresa nella lettura. In ogni storia c'è un caso da risolvere con uno stile di scrittura davvero unico, mai visto descrivere tanto bene una sorta di psicosi in uno dei personaggi. 

Per quanto siano romanzi gialli, sono molto atipici per questo genere. In queste storie è molto presente la metanarrativa e devi essere davvero molto bravo per riuscire ad integrarla in questo genere di libri. Paul Auster con questa trilogia di New York mi ha decisamente conquistato. La lettura mi ha rapito e buttato a capofitto in questa New York labirintica insieme a dei personaggi sfaccettati. Li ho seguiti per queste strade tentacolari della città, non riuscivo a staccarmi dalle pagine e devo dire che ogni storia mi ha preso sempre di più. Davvero una più bella dell'altra.

Per iniziare a conoscere Paul Auster credo che questa trilogia di New York sia proprio il libro giusto. Sono davvero contento di aver cominciato a leggere questo scrittore proprio da questi brevi romanzi. 

Paul Auster - La trilogia di New York su Amazon.

giovedì 8 agosto 2024

Destinazione cervello - Isaac Asimov


Qualche giorno fa ho finito di leggere questo libro di Asimov. Dopo tanti anni, e grazie all'uscita di luglio della collana Urania in edicola, ho potuto mettere le mani su un romanzo di Asimov che non avevo ancora mai letto. Si tratta di Destinazione cervello. Libro scritto nel 1987 e in qualche modo seguito spirituale di Viaggio allucinante, libro letto tanti anni fa e che ho amato tantissimo. Tratto dall'omonimo film del 1966 che mi ero recuperato subito dopo aver letto il libro. Qui Asimov adattò il romanzo alla sceneggiatura del film limitandosi a cambiare alcune incongruenze scientifiche della sceneggiatura. Invece per Destinazione cervello, presentandosi l'occasione di lavorare a modo suo, scrive un romanzo maniacalmente scientifico sullo lo stesso tema. 

Devo essere onesto. Ho faticato molto a finirlo, mi era capitato solo con un altro libro di Asimov  di cui ora mi sfugge il nome. Però questo Destinazione cervello è davvero molto prolisso in spiegazioni biologiche e cellulari. Spesso avevo la sensazione di leggere un trattato sulla biologia cellulare piuttosto che un romanzo di fantascienza. Riconosco una cura maniacale e rigorosa nella costruzione scientifica del romanzo, ma se fosse stata meno, per far spazio più all'azione, l'avrei sicuramente preferito. Con questo non voglio dire che lo boccio totalmente questo romanzo, anzi, bellissimo anche il messaggio che vuole lasciare, ovvero che la scienza non dovrebbe avere confini politici e che tutti gli scienziati del mondo dovrebbero cooperare affinché la razza umana possa superare, unita, qualsiasi difficoltà. Vale sicuramente la pena leggerlo. 

Isaac Asimov - Destinazione cervello

mercoledì 3 luglio 2024

Abissi d'acciaio - Asimov


 Sono trascorsi davvero molti anni dall'ultima volta che ho letto questo libro di Asimov, Abissi d'acciaio. Penso che andavo ancora al liceo e in quel periodo, questo scrittore divenne una droga, ho iniziato proprio da questo libro, il primo del ciclo dei Robot e poi non ho più smesso e ho comprato di suo tutto ciò che mi capitava a tiro. Tutti i suoi più famosi cicli, robot, impero e fondazione e i suoi romanzi autoconclusivi e raccolte di racconti. I cicli più importanti li lessi in ordine cronologico, non in ordine di pubblicazione e mi sono totalmente immerso nella magnifica fantascienza di Asimov e non ne sono più uscito. 

In questi giorni di vacanza avevo deciso di ricominciare a leggere Abissi d'acciaio, mi balenava questa idea per la testa già prima di partire tanto che l'avevo cominciato qualche giorno prima della partenza, e l'ho finito sotto l'ombrellone. Dato il tempo passato non ricordavo molto della storia, giusto qualche sprazzo di reminiscenza, ricordavo però che mi fece impazzire questo primo romanzo sui Robot, tanto che i protagonisti mi erano rimasti parecchio impressi. Quando l'ho riletto non ho potuto far altro che confermare quanto bello sia questo libro. Quello che secondo me è un bellissimo noir di fantascienza.

Il protagonista infatti Elijah Baley sembra il classico detective uscito dalle vecchie storie noir degli anni cinquanta. Infatti il romanzo, uscito dalla penna di Asimov è del 1954. La storia però è ambientata millenni nel futuro, in una terra sovrappopolata e completamente trasformata, le città si sono espanse talmente tanto da diventare tentacolari intorno alla terra, gli abitanti hanno iniziato a vivere in queste megalopoli  sviluppatesi anche sotto terra in questi opprimenti abissi d'acciaio. L'ambientazione è proprio il punto forte di questa detective story. Asimov è stato un maestro nel dimostrare che la fantascienza possa essere fantastica per qualsiasi genere letterario. A fare da spalla a Elijah Baley c'è il Robot umanoide Daneel R. Olivaw. Questo personaggio mi è entrato proprio dentro e credo che sia diventato nel tempo un archetipo del genere Robot. Geniali poi in Asimov le tre leggi della robotica, anche queste diventate un archetipo per la fantascienza:

«Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno.

Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non vadano in contrasto alla Prima Legge.

Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché la salvaguardia di essa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.»

Praticamente tutto ciò che è stato scritto dopo Asimov, si è rifatto a queste tre leggi che questo scrittore sembra aver inciso su una pietra biblica e tanti scrittori che gli sono succeduti, non hanno potuto fare a meno di sottostare a questi principi granitici. 

Ho già cominciato il secondo romanzo, Il sole nudo. Come ho letto l'ultima pagina di abissi d'acciaio, dallo zaino ho tirato fuori il secondo romanzo. Non riuscivo a separarmi subito da questi due personaggi e mi sono di nuovo immerso nella lettura. Penso proprio che tornerò a leggere, dopo tanto tempo, tutte le opere di questo grande e profetico scrittore. Non posso che consigliare la lettura di questo bellissimo romanzo. 

Abissi d'acciaio - Asimov

martedì 2 luglio 2024

Odio il pressapochismo sulle cose...


 Periodo di vacanza e periodo di tante letture. in questi giorni mi trovo in Sardegna e una sera, mentre passeggiavo per la graziosa San Teodoro, sono capitato in una libreria e ho preso questo libro di Hemingway, Avere e non avere. Una raccolta di tre racconti scritti da Hemingway negli anni trenta che sono poi diventati un romanzo ambientato tra Cuba e Key West. Non l'ho ancora finito di leggerei, dei tre racconti di cui è composto il libro, ho da poco finito il primo e mi sta piacendo davvero parecchio, Hemingway è narratore favoloso e il suo stile è unico e inconfondibile. Lo amo in maniera viscerale ed esattamente come con Haruki Murakami, di suo leggerei anche la lista della spesa. Questo libro mi mancava nella mia biblioteca e come mi è capitato tra le mani l'altra sera, l'ho preso senza pensarci due volte. 

C'è una cosa che mi fa letteralmente incazzare e non ha nulla a che vedere con la qualità del romanzo, quello che veramente mi fa innervosire è il pressappochismo di queste edizioni. La copertina di questo libro non centra una beata mazza con il suo contenuto.  È totalmente sbagliata, un romanzo ambientato quasi totalmente in barca, sul mare tra Cuba e Key West e in copertina mi ci piazzi la foto di un paesaggio di colline e montagne, la sagoma di una barca a vela (la barca del protagonista è una barca per la pesca a motore che non ha nulla a che vedere con le barche a vela) al cui interno c'è il cielo con le nuvole e una sagoma nera piccola di quello che dovrebbe essere il protagonista. Ma che cosa mi rappresenta sto schifo di copertina? Cosa hanno a che vedere col romanzo immagini del genere? Questo è il classico esempio di un lavoro fatto tanto per fare, un compitino facile facile senza il minimo sforzo. Neanche una minima ricerca su ciò che si sta per realizzare. Ora io non so cosa ci sia dietro a dinamiche del genere, magari c'è un grafico sottopagato che deve realizzare centinaia di copertine in poco tempo e questi orrori sono il risultato. O magari vengono utilizzate quelle dannate IA generative che detesto con tutta l'anima. Però mi rifiuto di credere che una casa editoriale come la Mondadori possa permettersi questo pressappochismo su ciò che vende. Io sto notando un certo decadimento culturale in questa società moderna, e questo lo vedo come l'ennesimo tassello di un quadro ben più ampio. 

lunedì 24 giugno 2024

Il fiume della vita - Philip José Farmer.


In questo ultimo periodo è riaffiorata in me la voglia di leggere romanzi di fantascienza, spulciando sul tubo mi sono imbattuto sul Ciclo del Mondo Fiume di Philip José Farmer. Così mi sono messo alla ricerca dei cinque romanzi di cui è composto e in breve tempo sono riuscito a recuperarli tutti. Ovvero:

Il fiume della vita (To Your Scattered Bodies Go, 1971

Alle sorgenti del fiume (The Fabulous Riverboat, 1971)

Il grande disegno (The Dark Design, 1977)

Il labirinto magico (The Magic Labyrinth, 1980)

Gli dei del Fiume (Gods of Riverworld, 1984)

Qualche giorno fa ho finito il primo romanzo, Il fiume della vita. L'idea di base di questo romanzo è a dir poco geniale. La razza umana di tutte le epoche, si risveglia in un mondo alieno dopo la propria morte. Tutti si risvegliano glabri, di venticinque anni di età, senza nessuna malattia sulle rive di questo mondo fiume.

Il protagonista della storia altro non è che Sir Richard Burton, esploratore, scrittore e poeta vissuto nell'ottocento e famoso soprattutto per aver portato da noi e tradotto Le Mille e una Notte. 

Il concetto su cui ruota il romanzo, secondo il mio punto di vista è l'esplorazione dell'animo umano. Il viaggio lungo il fiume altro non è che una metafora dell'esplorazione dell'animo umano. Mi ha ricordato molto Conrad nel suo racconto Cuore di tenebra. Un animo umano che non cambia mai in tutte le epoche della nostra storia. In qualche modo si ritrova sempre chi cerca, da un lato di sopraffare sempre il prossimo attraverso il potere e il proprio ego, dall'altro abbiamo chi è alla ricerca di libertà, di senso di giustizia, dell'esplorazione e del senso di scoperta. Quest'ultimi sono gli aspetti che  guidano il protagonista, alla ricerca del motivo per cui la razza umana si sia risvegliata in questo mondo alieno e chi siano i responsabili di questa strana resurrezione.

Un libro davvero stimolante, che si legge tutto d'un fiato e che mi ha conquistato già dalla prima pagina. Non vedo l'ora di leggere anche il secondo che come protagonista vede nientemeno che Mark Twain.

venerdì 29 marzo 2024

John Carter di Marte - Edgar Rice Burroughs

Proprio questa mattina, dopo poco più di una giornata e mezzo, ho finito la lettura del primo romanzo di questa fantastica saga che vede come protagonista il Terrestre John Carter dalla Virginia, personaggio nato dalla penna di Edgar Rice Burroughs, padre del più famoso e iconico Tarzan.  Il primo aspetto che veramente mi manda fuori di testa di questa lettura, è il fatto che sia stata scritta nel 1912, ben ormai 112 anni fa. Trovo che questa cosa sia stupefacente visto che nonostante l'età, la scrittura risulta essere davvero ancora molto fresca e scorrevole. L'unica cosa che potrei a criticare, è magari l'ingenuità di alcuni passaggi, figli della lettura popolare di quei tempi. Eppure il primo romanzo di John Carter, Sotto le Lune di Marte, si legge tutto d'un fiato, non sono riuscito a staccarmi dalle pagine. Le avventure del protagonista hanno un ritmo serrato, la tensione e la posta in gioco è sempre alta, solo una parte ho trovato leggermente più lenta, ma nel complesso ho trovato davvero difficile abbandonare la lettura tra un capitolo e l'altro. Il fatto poi di essere scritto in prima persona, rende l'avventura ancora più immersiva e coinvolgente. Burroughs è stato un apripista del genere e non vedo l'ora di proseguire le successive avventure del personaggio che ha creato. 

Note di copertina

Misteriosamente trasportato su Marte, l’avventuriero ed ex soldato John Carter si trova proiettato in un mondo sull’orlo del collasso, dove schiere di tribù semibarbariche si combattono senza sosta. Nient’altro resta dell’antica e gloriosa civiltà che abitava il pianeta. In questa decadente realtà, la scienza spesso deve cedere il passo alla forza bruta e saper maneggiare una spada si rivela più utile di qualunque altra conoscenza. Così, tra razze sconosciute, mostri terrificanti, combattimenti all’ultimo sangue e antichi ritrovati, Carter viene coinvolto in un colossale conflitto che sembra non conoscere tregua e deve dimostrare di saper sopravvivere in quell’ambiente violento e ostile. Ma sul Pianeta Rosso il terrestre troverà anche l’amore della bellissima principessa Dejah Thoris e scoprirà che la salvezza di Marte e dei suoi abitanti è nelle sue mani.

Edgar Rice Burroughs, nacque a Chicago nel 1875. Dopo aver rinunciato alla carriera militare, cominciò a lavorare nella fabbrica del padre, per poi dedicarsi a varie attività. Fu poliziotto, cercatore d’oro, negoziante, impiegato e cowboy, a testimonianza della perenne insoddisfazione che lo caratterizzava. Poco dopo aver venduto il suo primo romanzo per cento dollari, incontrò il favore del pubblico con la celeberrima serie di Tarzan e, da allora, i guadagni non fecero che aumentare, tanto che, alla morte, possedeva oltre dieci milioni di dollari. I suoi sessanta romanzi vendettero oltre 45 milioni di copie nella sola America del Nord, a riprova di un successo che dura ancora oggi.

John Carter di Marte - Edgar Rice Burroughs su amazon. #adv

lunedì 18 marzo 2024

La fata carabina - Daniel Pennac

Qualche giorno fa avevo finito di leggere questa piacevole lettura di Daniel Pennac. Sto recuperando l'intera saga della strampalata famiglia di Benjamin Malaussène. Appena terminata la lettura ho tirato fuori dalla tasca il mio fidato taccuino con la stilografica (compagni inseparabili nella mia vita) e ho cominciato a buttare giù le mie prime impressioni a caldo. La prima sensazione è stata sicuramente quella di appagamento, la lettura mi ha davvero soddisfatto molto e ho apprezzato particolarmente il fatto che, per quanto sia una lettura leggera, ha richiesto una bella dose di concentrazione per finirlo. Mi ha colpito molto anche il fatto che stavolta il protagonista non era propriamente Benjamin Malaussène, professione Caprio espiatorio, ma piuttosto l'ispettore Pastor e la sua spalla Thian. Questo secondo romanzo della saga, rispetto al primo che aveva comunque la sua componente gialla, è più puramente un classico del genere. Riesce a tenerti incollato alle pagine dall'inizio alla fine grazie soprattutto all'ironia e la satira che riesce a regalare Pennac attraverso al suo inconfondibile stile di scrittura. I suoi personaggi, ben caratterizzati già dal primo romanzo, prendono vita, diventano familiari e ci fanno compagnia durante la giornata, quando abbiamo un momento per staccare la spina da questa frenetica quotidianità. 

Aspettando di leggere il terzo romanzo di questa divertente saga, non posso che consigliare la lettura di questo divertente libro. 

Daniel Pennac - La fata carabina, aquistalo su Amazon


Note di copertina

Intenta ad attraversare la strada con tutta la circospezione dovuta all'età avanzata, una vecchietta tremolante impugna improvvisamente una P38, prende la mira e fa secco un giovane commissario di polizia... È proprio intorno ai vecchietti che gira questo nerissimo romanzo di Pennac: vecchietti uccisi a rasoiate, vecchietti a cui la sorella di Benjamin, Thérèse, legge la mano reinventando loro ogni giorno avvenire diverso, vecchietti vittime e vecchietti assassini. Cosa sta succedendo nel mercato della droga parigino? Come mai gli anziani abitanti del quartiere Belleville sono diventati accaniti consumatori di stupefacenti? E perché, se non li fa fuori la droga, vengono uccisi uno dopo l'altro con i sistemi più brutali? A tutte queste domande risponderà ovviamente Benjamin, come al solito ritenuto subito il principale indiziato.

lunedì 26 febbraio 2024

AVVENTURE nel tempo e nello spazio, i migliori racconti della fantascienza degli "anni d'oro"


Qualche giorno fa avevo, dopo tanta ricerca, trovato su ebay un libro contenente un racconto di Robert A. Heinlein che volevo tanto leggere, ovvero: Tutti voi zombie, della collana Urania, Anonima stregoni n. 1456. Davvero un racconto strepitoso che merita un post dedicato. Questa premessa mi serviva però per introdurre questo nuovo arrivo fresco fresco. Sono arrivato a questo bel libro di settecento pagine proprio perché contiene un'altro racconto di Heinlein che volevo tanto leggere. Si tratta di un racconto firmato con lo pseudonimo Auson MacDonald e intitolato, Un gran bel futuro. Non vedo l'ora di leggerlo. Facendo delle ricerche in rete avevo infatti scoperto che questo racconto, come Tutti voi zombie, tratta il tema dei paradossi temporali. Non voglio aggiungere altro per evitare spoiler clamorosi, Tutti voi zombie è uno di quei racconti che ti spaccano in due il cervello e leggerli senza sapere nulla del contenuto è il massimo del piacere per godersi un'esperienza del genere. Un piccolo capolavoro narrativo di fantascienza. Un gran bel futuro è stato scritto molto prima di Tutti voi zombie e so che non sarà altrettanto bello ma che comunque ha degli spunti davvero interessanti. Qui avevamo un Heinlein più giovane e inesperto ma dotato di un grande talento che uscirà fuori molto presto.  Non è facile reperire i suoi racconti, perché molti, ovviamente sono in raccolte fuori catalogo. Come ho scoperto che un racconto simile a Tutti voi zombie era presente in questa raccolta mi sono fiondato su Ebay alla ricerca di questo bel volume. A convincermi a prenderlo, oltre a questo racconto, sapevo che questo libro raccoglie delle bellissime storie considerate da antologia del genere, e che non poteva certo mancare nella libreria di un appassionato di fantascienza. Il libro è una edizione del 1979, sono stato davvero fortunato, perché ad un ottimo prezzo mi sono ritrovato con questa raccolta in ottime condizioni nonostante i suoi anni. Le sue pagine odorano di altri tempi. Non vedo l'ora di immergermi nella lettura e volare lontano nello tempo e nello spazio. 


https://amzn.to/3wvzUhv

domenica 4 febbraio 2024

Il paradiso degli Orchi - Daniel Pennac



Inizio a scrivere questa recensione seduto al chiosco del centro sportivo dove mio figlio piccolo sta facendo gli allenamenti di calcio. Ho appena mangiato una buonissima pizzetta calda e sto sorseggiando una coca cola zero. Ho dimenticato di portare le cuffie con me, avrei potuto isolarmi meglio e ascoltare un po’ di buona musica. Qui è pieno di papà per lo più intenti a prendere caffè e a parlare di argomenti da maschi alpha. Personalmente non è che mi senta superiore a nessuno, ma proprio non riesco ad appassionarmi a questi discorsi. Piuttosto preferisco isolarmi per scrivere o per leggere qualcosa. Ho qui con me, e dopo mi metto a leggerlo, il libro di Daniel Pennac che ho cominciato in questi ultimi giorni: Il paradiso degli orchi, mi sta piacendo davvero tanto. Oggi se riesco lo finisco. Lo sto trovando geniale, grandissima intuizione quella di Pennac nel creare un personaggio che di mestiere fa il capro espiatorio. Pensare che questo sia stato un libro scritto nel 1985 mi fa rendere conto di quanto questo scrittore fosse avanti, avanti di quasi quarant’anni, anche perché a me sembra dannatamente attuale questo romanzo. Ancor prima di finirlo, ho già una voglia matta di prendere il seguito. Infatti questo è il primo romanzo di una saga, la saga dei Malaussène. Da poco dovrebbe essere uscito l’ultimo libro, non sono sicuro ma credo sia tipo il decimo. (L'ottavo, ho controllato).

L’avevo rimandato per troppo tempo questo scrittore, è quindi giunto il momento di leggerlo e scoprirlo. A casa ho diversi libri di Pennac, ma di questa saga, avevo preso solo il primo, Il paradiso degli orchi. Mi sta piacendo davvero tanto, mi perdo tra le sue pagine. Pennac riesce ad essere molto immersivo nella sua scrittura, molto ironica e satirica. Mi divertono veramente tanto queste pagine, poi il fatto che il romanzo sia suddiviso in capitoli brevi, personalmente lo apprezzo molto, trovo che questo tipo di narrazione, composta da capitoli di qualche pagina, diano un ritmo più veloce alla lettura e incolla alle pagine. Mi sento tremendamente stimolato ad andare avanti nella lettura.

Adesso che finalmente l'ho finito, il mio giudizio non è affatto cambiato, anzi è andato bel oltre le mie aspettative, mi ero fatto un'idea del finale e invece la storia si è risolta in tutt'altro modo, molto originale. Quello che ho davvero apprezzato di più è stato il modo in cui Pennac sia riuscito ad affrontare con molta leggerezza un tema tanto crudo. E per leggerezza però non intendo superficialità, nient'affatto. Con il suo stile ironico e grottesco la realtà diventa parodia di se stessa. Bellissimi poi i personaggi, impossibile non affezionarsi alla strampalata famiglia Malaussène e non vedo l'ora di continuare a leggere le loro peripezie nel prossimo capitolo: La fata carabina.

martedì 9 gennaio 2024

Antonio Manzini - La costola di Adamo


E anche il secondo libro che vede come protagonista il vicequestore Rocco Schiavone è finito. Il secondo libro di questo 2024, anche se tecnicamente lo avevo cominciato la seconda metà di dicembre. L’avevo preso nella libreria UBIK a Bolzano e l’avevo cominciato in quei giorni di vacanza tra mercatini di natale, fette di Strudel, Vin Brulè e tisane alla mela.

In realtà volevo comprare un romanzo ambientato in Alto Adige, ma alla fine non sono riuscito a trovare nulla e visto che da un po’ di tempo avevo voglia di continuare la lettura dei libri di Manzini, dopo Pista Nera, giravo come un avvoltoio da parecchio tempo intorno al secondo caso di Rocco Schiavone, La costola di Adamo. 

Il libro mi è piaciuto molto, pur sembrando abbastanza scontato all’inizio, ho trovato il colpo di scena finale davvero ben riuscito e congegnato. Un libro che riesce a tenerti incollato alle pagine dall’inizio alla fine è sicuramente un libro ben riuscito. Leggendolo ho avuto la sensazione che l’autore si sia fortemente ispirato al personaggio del commissario Montalbano del Maestro Camilleri. Ho trovato che i due personaggi si assomigliano molto, hanno diverse sfaccettature molto simili tra di loro, ora, pur personalmente preferendo di più Camilleri, riconosco in Antonio Manzini e nel suo vicequestore Schiavone, una grandezza e una bellezza che non mi lasciano indifferente. 

Tema su cui ruota questo romanzo è la violenza sulle donne, bellissima la citazione biblica sulla costola di Adamo che dà grande significato sia al titolo del libro che a tutto quello che succede nel finale. Una metafora davvero ben costruita. Dà da pensare il fatto che dal 2010, anno di pubblicazione di questo libro, ad oggi (2024!!), la violenza sulle donne in Italia, sia anche aumentata. Ancora oggi brucia la ferita lasciata da uno degli ultimi casi di femminicidio che aveva lasciato il Paese col fiato sospeso per giorni. Dalla scomparsa della vittima al suo ritrovamento e alla caccia del carnefice. Trovo doloroso anche parlarne e mi chiedo come si possa arrivare a tanto. Eppure penso che la soluzione a queste problematiche risieda tutta nella cultura. Se si leggessero di più libri del genere, tanti problemi che affliggono la società moderna sparirebbero con la stessa velocità con cui si finisce il libro che ci piace. 

Non posso far altro che consigliare questa lettura a gran voce!

lunedì 1 gennaio 2024

Ruba come un artista: Per essere più creativo nel lavoro e nella vita.

 


L'arte è un Furto. Pablo Picasso

Primo giorno dell'anno, primo libro letto. Guardando qualche contenuto su YouTube mi sono imbattuto in questo scrittore, Austin Kleon. Nel video che stavo guardando c'era la citazione di un suo libro che diceva: "Condividi ciò che ami, e le persone che amano le stesse cose ti troveranno". Sono andato a cercare di quale libro si trattasse e l'ho trovato, si intitola SEMINA COME UN ARTISTA 10 IDEE PER CONDIVIDERE LA TUA CREATIVITA' E FAR CONOSCERE IL TUO LAVORO. Ho subito acquistato l'ebook e l'ho cominciato a leggere e il libro inizia subito con una bellissima citazione che mi ha conquistato subito: "Se tu hai una mela e io ho una mela e ce la scambiamo, tu e io abbiamo una mela per uno. Ma se tu hai un'idea e io ho un idea e ce la scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee. George Bernard Shaw." Direi che il libro iniziava davvero alla grande. Poi mi sono accorto che in realtà, questo libro altro non era che il secondo di una trilogia. Ho trovato così il primo e l'ho acquistato. Stanotte, dopo capodanno, l'ho cominciato e oggi, primo giorno dell'anno l'ho già finito. Il libro ovviamente non è molto lungo, si legge davvero in un lampo e l'ho trovato davvero stimolante. Questi dieci consigli, per quanto possano apparire banali e scontati li ho trovati molto più profondi di quello che appaiono. Li ho trovati dannatamente stimolanti, soprattutto molto adatti alle mie passioni e a ciò che mi piacerebbe realizzare. Sto già cominciando a seguire i consigli letti e alcuni, inconsciamente, li stavo già seguendo. 
Non mi resta quindi di consigliare questo libro a tutti quelli che aspirano ad essere creativi. Da parte mia penso che comincerò molto presto a leggere anche il suo secondo libro, Semina come un artista.

E ADESSO?
  • Fai una passeggiata
  • Prepara la cartella della refurtiva
  • Vai in biblioteca
  • Compra un block-notes e usalo
  • Stendi un calendario
  • Inaugura il diario di bordo
  • Regala a qualcuno una copia di questo libro
  • Apri un blog
  • Schiaccia un pisolino

Le mie macchine da scrivere - 01, Royal Litton 203

  La mia prima macchina da scrivere. Dove tutto è cominciato. Anche se ho dei vaghi ricordi da bambino a casa di mia nonna. Ricordo una vecc...