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lunedì 14 luglio 2025

Andrea Camilleri - La forma dell'acqua


Inizio a scrivere questa recensione seduto sotto l'ombra di un albero. Da un periodo mi sono appassionato di nuovo al personaggio del commissario Montalbano, nato dalla magnifica penna del maestro Andrea Camilleri. Ho diversi libri di Camilleri nella mia libreria, ne ho letti parecchi, ma dall'ultimo Montalbano che avevo letto è passato decisamente molto tempo e la mia memoria inizia a fare un po' di scherzi. Ho quindi deciso di riprendere in mano quest'opera e ricominciare la lettura dal primo romanzo, ovvero La forma dell'acqua. 
L'ho divorato in pochi giorni, lo ricordavo davvero poco ma man mano che andavo avanti con la lettura, qualche ricordo mi affiorava dalla mente. 

Cosa dire sul primo romanzo sul Commissario Montalbano? Partiamo dal personaggio. Già dalla sua prima apparizione nel 1994 iniziamo a conoscerlo, a renderci conto che ci troviamo davanti una persona con uno spiccato senso di giustizia e di morale. Impossibile non provare fin da subito una certa empatia con questo personaggio. 
Senza entrare nei meriti della storia in se, le parti che più mi piacciono di quando leggo i libri di Camilleri, sono quelle parti che fanno un po' da contorno alla storia. Quando il commissario si ritrova a mangiare al ristorante da Calogero dove Camilleri riesce letteralmente a far venire una fame da lupi mentre descrive le favolose pietanze della cucina siciliana. Quei momenti di pausa dalla storia l'arricchiscono davvero tanto e non mancano di certo in tutti i romanzi. Anzi ne sono parte integrante creando un contesto vivido e palpabile. 

Motore trainante delle storie di Montalbano sono i personaggi, che prendono vita dalla penna di Camilleri, impossibile non affezionarsi subito a tutta la squadra di polizia che aiuta il commissario nelle sue indagini. Ognuno dipinto magnificamente da un tratto inconfondibile. 

Nei libri di Camilleri non manca l'ironia, la critica sociale, la satira e la drammaticità dei problemi di questo paese. Si ride ma soprattutto si riflette anche nel constatare che certi problemi in cui versa il paese, non sono altro che figli degli stessi problemi che attanagliavano l'Italia in quegli anni. Le dinamiche sono sempre le stesse, corruzione e mala politica. 

Bellissima poi la metafora sulla forma dell'acqua. Che forma può avere l'acqua? Ovviamente quella di ciò che la contiene, vien da se che il male può prendere qualsiasi forma. 

Camilleri, con questo primo romanzo sul Commissario Montalbano, da inizio ad una lunga serie di libri dei quali non potrei mai fare a meno di leggere e rileggere. Una lettura che può appassionare chiunque, sia gli appassionati di gialli che chi cerca qualcosa in più in un libro. Se non avete mai letto i romanzi sul Commissario Montalbano, fatevi un favore, correte a comprarvi il primo libro!


domenica 31 luglio 2022

Maigret, i primi due romanzi by Simenon

 Dopo aver finito di leggere La pista di sabbia di Camilleri e aver letto qualche racconto di Un mese con Montalbano, mi sono buttato a capofitto nella lettura di Simenon. Attratto dai consigli di Camilleri e dopo aver visto qualche documentario su questo grandioso scrittore, mi è tornata voglia di leggerlo. Sul kindle store ho acquistato per meno di tre euro la prima raccolta dei romanzi di Maigret che contiene le prime cinque indagini del commissario. A casa, nella mia collezione, ho anche i primi volumi cartacei di questa raccolta, ma visto che sono in vacanza e il prezzo irrisorio, l'ho voluta prendere anche in ebook per comodità. 

In due giorni mi sono letto i primi due romanzi, Pietr il Lettone e L'impiccato di Saint-Pholien. Il primo lo avevo letto diversi anni fa, ricordo che mi era piaciuto molto ma la storia, dopo anni, mi era completamente scivolata via dalla memoria, l'ho quindi letto di nuovo con molto piacere ma soprattutto con una grande avidità. Ora, come è stato detto in uno di questi documentari che ho visto su Simenon, non posso che confermarlo, sfido chiunque a leggere soltanto le prime pagine di un qualsiasi romanzo di questo scrittore e non andare avanti nella lettura. Simenon ha quella capacità invidiabile di essere un narratore che in poche righe ti fa entrare nella storia, ha una capacità descrittiva immensa, è un narratore unico che riesce a farti vedere e sentire quello che sta succedendo. Gli odori, i luoghi, le scene, le atmosfere. Riesce a farti vivere tutto in prima persone, leggendolo non sembra più di essere soltanto un lettore ma lo spettatore di una storia messa in scena da un grandissimo regista. Nulla di quello che descrive è troppo prolisso, la sua scrittura è chiara e diretta, bastano poche battute che sei li, in una stanza insieme al commissario Maigret che se ne sta seduto con la schiena rivolta alla sua stufa di ghisa nel suo ufficio.

Provo ad usare le parole di Camilleri per descrivere meglio che posso la narrativa di Simenon. Leggendo questi suoi libri, ho avuto effettivamente la sensazione di avere tra le mani un filo lunghissimo che rappresenta la storia. Questo filo si avvolge e si rigira sempre introno a se stesso e diventa sempre più corto, fino alla sua bellissima conclusione, e la sensazione che ci lascia è quella di aver tenuto questo filo/storia sempre tra le nostre mani. Tutti i dettagli ce li avevamo sempre avuti e il finale diventa un qualcosa che chiude un cerchio e nonostante possa essere inaspettato, pensandoci, non poteva finire in modo diverso. 

Questi due romanzi del commissario Maigret, sono stati per me due bellissimi capolavori, li ho divorati e non riuscivo proprio a staccarmi dalle pagine. Mi hanno fatto fare nottata ma ne è valsa la pena. Non mancherò di certo di leggere anche i successivi, ma soprattutto, non mancherò di portare avanti la lettura delle opere di questo grande scrittore che consiglio a occhi chiusi.  


Le mie macchine da scrivere - 01, Royal Litton 203

  La mia prima macchina da scrivere. Dove tutto è cominciato. Anche se ho dei vaghi ricordi da bambino a casa di mia nonna. Ricordo una vecc...