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sabato 6 settembre 2025

Lavorando al mio romanzo a tarda sera.

Mi piace scrivere di sera, quando tutti sono andati a dormire e gli unici rumori sono quelli di una tastiera e delle macchine che passano sulla strada. 
In questo momento di pace mi sono messo a lavorare al mio romanzo, sorseggiando un buon rum. Ho trascritto parte dei miei appunti sul portatile. Mi trovo molto bene con Google Documenti dove posso prendere molti appunti e voglio tornare a lavorare dopo la stesura della prima bozza. 
Questi sono momenti magici, quando ti lasci andare allo spirito creativo. 


 

domenica 15 settembre 2024

Sunset Park - Paul Auster


Miles Heller ha ventotto anni e vive in Florida. Ha poco, eppure ha tutto: l'amore di un'adorabile ragazza di origini cubane, la passione trasmessagli dal padre per il baseball con le sue storie fatte di destino e casualità, e i libri, "una malattia da cui non vuole essere curato". Il lavoro non è un granché, d'accordo, ma lui sembra farlo come se in quell'attività intuisse un misterioso legame con la sua esistenza: affinché le banche possano rimetterle in vendita, deve entrare nelle abitazioni abbandonate e fotografare gli oggetti che gli inquilini vi hanno lasciato. Ma Miles ha una vita precedente da cui negli ultimi sette anni è fuggito. E continuerebbe a farlo se il destino (o il caso) non si mettesse in mezzo: Pilar, la sua ragazza, è orfana e vive con le sorelle maggiori. Ed è minorenne. Così quando decide di trasferirsi da Miles, lui deve avere il loro consenso che ottiene corrompendo la più grande. Ma dopo qualche mese, Angela Sanchez inizia a ricattarlo. A Miles non resta che cambiare aria per un po': in fondo Pilar sarà presto maggiorenne e nulla potrà separarli. Si rivolge all'unico amico con cui è rimasto in contatto, Bing, che insieme ad altri tre ragazzi vive a Brooklyn, in una casa occupata in una zona chiamata Sunset Park. Tornare a New York, la sua città natale, significa fare i conti con i motivi che l'hanno spinto ad andarsene di casa, significa chiarire definitivamente i motivi che hanno determinato la morte del fratello Bobby.

Dopo aver finito la lettura della Trilogia di New York, avevo ancora sete di Paul Auster, e dato che avevo comprato anche questo Sunset Park, incuriosito dalla trama, l'ho subito cominciato per dissetarmi.

La scrittura e lo stile di Paul Auster mi fanno impazzire. Arrivano direttamente al cuore. In uno dei capitoli dedicati al padre del protagonista , descrive la scena di un funerale. Quelle pagine mi hanno talmente colpito per la loro vividezza che non mi sono reso conto che delle lacrime erano scese sul mio viso. Ero là, a soffrire in quella chiesa insieme ai personaggi di questo romanzo. Auster ha la capacità di rendere la finzione narrativa più reale della vita stessa, e lo fa attraverso l'uso sapiente delle parole. Uno strumento che riesce a maneggiare con una lucidità incredibile. Mi sono imbattuto infatti in una descrizione di una persona vuota che mi ha davvero colpito. Auster la definisce: STRUTTURA DI CARNE. Due sole parole che riescono a descrivere in maniera straordinaria un concetto davvero più ampio.

In questo romanzo ci ho trovato tanto del mondo che piace a me, artisti, scrittori, fotografia, cinema, oggetti vintage, libri editoria e tanto altro. Sembra proprio un libro scritto per me. Un libro in cui il tema principale è il senso di colpa. Ogni personaggio di questo romanzo combatte i propri sensi di colpa, confidando e andando alla ricerca di quella speranza che gli faccia credere che non tutto è ancora perduto. Un romanzo davvero intenso e immersivo, mentre lo leggevo avevo la sensazione di trovarmi insieme ai personaggi che Paul Auster è riuscito a creare in maniera vivida dalla sua penna. 

Avanzando con la lettura mi sono reso conto di quanto questo romanzo sia profondo. Oltre a ruotare intorno al concetto di "senso di colpa" e a tutto quello che comporta, c'è anche una forte critica sociale continua di sottofondo. Di come sia diventata tossica la nostra società. Questa non troppo velata critica alla nostra società malata ci accompagna per tutto il romanzo. Poi, pagina dopo pagina mi sono reso conto di come non ci sia in realtà un solo protagonista assoluto in questa storia, ma ogni personaggio ha la sua rilevanza e i suoi sensi di colpa che lo logorano.

Il finale del romanzo è molto aperto, lascia al lettore la possibilità di scegliere in che modo vuole vedere la fine della storia. Almeno io l'ho inteso così: piuttosto che lasciarsi consumare dai sensi di colpa che attanagliano le nostre vite è meglio incentrare le nostre vite sul qui e adesso. Godersi ogni momento possibile poiché basta veramente poco per far cadere tutto quanto come un castello di carte al vento. 

Una lettura che sento di consigliare vivamente a tutti quelli che non riescono ad affrontare la vita per paura di sbagliare e commettere sempre gli stessi errori. Il romanzo mi è piaciuto molto, è stata una lettura davvero intensa e sono contento di averla fatta. Un libro che è capitato tra le mie mani per caso, ma forse è stato lui a scegliermi. 

Sunset Pak - Paul Auster su Amazon

lunedì 18 marzo 2024

La fata carabina - Daniel Pennac

Qualche giorno fa avevo finito di leggere questa piacevole lettura di Daniel Pennac. Sto recuperando l'intera saga della strampalata famiglia di Benjamin Malaussène. Appena terminata la lettura ho tirato fuori dalla tasca il mio fidato taccuino con la stilografica (compagni inseparabili nella mia vita) e ho cominciato a buttare giù le mie prime impressioni a caldo. La prima sensazione è stata sicuramente quella di appagamento, la lettura mi ha davvero soddisfatto molto e ho apprezzato particolarmente il fatto che, per quanto sia una lettura leggera, ha richiesto una bella dose di concentrazione per finirlo. Mi ha colpito molto anche il fatto che stavolta il protagonista non era propriamente Benjamin Malaussène, professione Caprio espiatorio, ma piuttosto l'ispettore Pastor e la sua spalla Thian. Questo secondo romanzo della saga, rispetto al primo che aveva comunque la sua componente gialla, è più puramente un classico del genere. Riesce a tenerti incollato alle pagine dall'inizio alla fine grazie soprattutto all'ironia e la satira che riesce a regalare Pennac attraverso al suo inconfondibile stile di scrittura. I suoi personaggi, ben caratterizzati già dal primo romanzo, prendono vita, diventano familiari e ci fanno compagnia durante la giornata, quando abbiamo un momento per staccare la spina da questa frenetica quotidianità. 

Aspettando di leggere il terzo romanzo di questa divertente saga, non posso che consigliare la lettura di questo divertente libro. 

Daniel Pennac - La fata carabina, aquistalo su Amazon


Note di copertina

Intenta ad attraversare la strada con tutta la circospezione dovuta all'età avanzata, una vecchietta tremolante impugna improvvisamente una P38, prende la mira e fa secco un giovane commissario di polizia... È proprio intorno ai vecchietti che gira questo nerissimo romanzo di Pennac: vecchietti uccisi a rasoiate, vecchietti a cui la sorella di Benjamin, Thérèse, legge la mano reinventando loro ogni giorno avvenire diverso, vecchietti vittime e vecchietti assassini. Cosa sta succedendo nel mercato della droga parigino? Come mai gli anziani abitanti del quartiere Belleville sono diventati accaniti consumatori di stupefacenti? E perché, se non li fa fuori la droga, vengono uccisi uno dopo l'altro con i sistemi più brutali? A tutte queste domande risponderà ovviamente Benjamin, come al solito ritenuto subito il principale indiziato.

domenica 4 febbraio 2024

Il paradiso degli Orchi - Daniel Pennac



Inizio a scrivere questa recensione seduto al chiosco del centro sportivo dove mio figlio piccolo sta facendo gli allenamenti di calcio. Ho appena mangiato una buonissima pizzetta calda e sto sorseggiando una coca cola zero. Ho dimenticato di portare le cuffie con me, avrei potuto isolarmi meglio e ascoltare un po’ di buona musica. Qui è pieno di papà per lo più intenti a prendere caffè e a parlare di argomenti da maschi alpha. Personalmente non è che mi senta superiore a nessuno, ma proprio non riesco ad appassionarmi a questi discorsi. Piuttosto preferisco isolarmi per scrivere o per leggere qualcosa. Ho qui con me, e dopo mi metto a leggerlo, il libro di Daniel Pennac che ho cominciato in questi ultimi giorni: Il paradiso degli orchi, mi sta piacendo davvero tanto. Oggi se riesco lo finisco. Lo sto trovando geniale, grandissima intuizione quella di Pennac nel creare un personaggio che di mestiere fa il capro espiatorio. Pensare che questo sia stato un libro scritto nel 1985 mi fa rendere conto di quanto questo scrittore fosse avanti, avanti di quasi quarant’anni, anche perché a me sembra dannatamente attuale questo romanzo. Ancor prima di finirlo, ho già una voglia matta di prendere il seguito. Infatti questo è il primo romanzo di una saga, la saga dei Malaussène. Da poco dovrebbe essere uscito l’ultimo libro, non sono sicuro ma credo sia tipo il decimo. (L'ottavo, ho controllato).

L’avevo rimandato per troppo tempo questo scrittore, è quindi giunto il momento di leggerlo e scoprirlo. A casa ho diversi libri di Pennac, ma di questa saga, avevo preso solo il primo, Il paradiso degli orchi. Mi sta piacendo davvero tanto, mi perdo tra le sue pagine. Pennac riesce ad essere molto immersivo nella sua scrittura, molto ironica e satirica. Mi divertono veramente tanto queste pagine, poi il fatto che il romanzo sia suddiviso in capitoli brevi, personalmente lo apprezzo molto, trovo che questo tipo di narrazione, composta da capitoli di qualche pagina, diano un ritmo più veloce alla lettura e incolla alle pagine. Mi sento tremendamente stimolato ad andare avanti nella lettura.

Adesso che finalmente l'ho finito, il mio giudizio non è affatto cambiato, anzi è andato bel oltre le mie aspettative, mi ero fatto un'idea del finale e invece la storia si è risolta in tutt'altro modo, molto originale. Quello che ho davvero apprezzato di più è stato il modo in cui Pennac sia riuscito ad affrontare con molta leggerezza un tema tanto crudo. E per leggerezza però non intendo superficialità, nient'affatto. Con il suo stile ironico e grottesco la realtà diventa parodia di se stessa. Bellissimi poi i personaggi, impossibile non affezionarsi alla strampalata famiglia Malaussène e non vedo l'ora di continuare a leggere le loro peripezie nel prossimo capitolo: La fata carabina.

martedì 2 agosto 2022

Un altro capolavoro di Simenon

In questi giorni di vacanza sto leggendo un libro dietro l'altro. Dopo i primi due romanzi di Maigret ho comprato, nell'unica libreria di questo paese, un altro capolavoro di George Simenon: La camera azzurra. Inizio a scrivere questo post quando ho da poco terminato la lettura, sono in riva al mare col suono delle onde di sottofondo e cerco di ripercorrere mentalmente questo bellissimo libro scritto e narrato in maniera magistrale.  Sto cercando di metabolizzare quest'opera. 

La narrazione è il punto forte di questo romanzo, e il modo in cui è costruito ci fa capire che razza di genio fosse Simenon. Si parte quasi dalla fine e si percorre la storia di Tony attraverso gli interrogatori a cui è costretto a rispondere. Simenon ci fa intuire quello che succederà nel finale ma fino all'ultimo restiamo incollati alle pagine. Mette in scena un dramma familiare in maniera meticolosa entrando nella psiche di quei pochi personaggi da cui è composta la storia. Soprattutto del protagonista Tony, che prende letteralmente vita tra le pagine di questo capolavoro. Un personaggio complesso che potrebbe essere benissimo chiunque di noi, tanto Simenon lo ha reso su carta attraverso le parole. Un personaggio complesso che sembra vivo per quanto costruito benissimo.

Leggendo questo libro non si ha la sensazione di essere solamente dei semplici lettori, ma spesso ho come avuto la sensazione di essere a teatro, spettatore di un dramma messo in scena con una grande maestria. Simenon riesce a farti vedere quello che succede riesce a farti toccare con mano i pensieri dei protagonisti della sua opera e non c'è verso che ti faccia riprendere fiato. C'è sempre quella costante voglia di vedere la storia come prosegue e alla fine si resta a bocca aperta, l'apice della storia si raggiunge al suo epilogo, quando finalmente si torna a respirare. 

Più vado avanti alla scoperta di questo genio della scrittura e più vorrei avere la sua costanza nello scrivere e creare storie. Era una vera macchina della scrittura, una fucina di idee. Simenon sta rappresentando per me un grande stimolo, impossibile essere come lui ma sicuramente mi è fonte di grande ispirazione. Nella mia libreria ho ancora diversi suoi libri da leggere e non vedo l'ora di tornare a casa per iniziarne uno. 

 

mercoledì 27 luglio 2022

La pista di Sabbia

So che mi ero ripromesso di leggere In nome della Rosa di Umberto Eco di non portare avanti nessun'altra lettura finché non avrei finito l'ultima pagina di questo capolavoro, ma sono in vacanza e avevo voglia di una lettura più leggera. Soprattutto in vacanza adoro leggere il genere giallo, d'estate leggo molto Agatha Cristie e Camilleri. Per cui in Sardegna mi sono portato un paio di libri di Montalbano tra cui questo: La pista di sabbia. 

Questo libro in particolare ricordo che lo avevo comprato in vacanza esattamente un anno fa, mi piace tenere gli scontrini dei miei acquisti e usarli come segna pagine, ma soprattutto mi sbloccano dei bei ricordi. Questo mi ha ricordato infatti le vacanze dell'anno scorso, della bella passeggiata che avevo fatto in famiglia per il centro storico di Salerno e la libreria Feltrinelli dove l'ho comprato. I suoni, gli odori e i sapori di quei posti, e ogni volta che aprirò questo libro, mi torneranno in mente quei bei ricordi. 

Leggere Camilleri è sempre un piacere, è un narratore eccezionale e riesce a incollarti alla storia pagina dopo pagina. Il suo modo unico di scrivere è fenomenale, scrive in dialetto che non è proprio siciliano, inventa parole che, nel modo in cui costruisce una frase, riesce a far capire il loro significato. Questo metodo fa sì che la scrittura sia più coinvolgente e immersiva nei luoghi in cui è ambientata la storia, così come i dialoghi tra i personaggi. Riesce poi a farti sentire i sapori della Sicilia, molto spesso infatti scrive dei piatti tipici e delle belle mangiate che si fa il commissario. In quelle parti fa venire oltre all'acquolina in bocca, una fame disumana. A Montalbano piace mangiare bene ma soprattutto piace godersi il buon cibo senza essere disturbato. Il mangiare per lui è un momento sacro. Quando si mangia non si parla, si mangia e basta. Ciò che mi piace di più del personaggio di Montalbano poi è il suo essere così tanto "umano", con i suoi pregi ma soprattutto con i suoi difetti e debolezze. Siamo fatti di carne e in fondo siamo tutti uguali. 

La storia di questo libro a Camilleri è venuta in mente leggendo dei fatti di cronaca, il cadavere di un cavallo rinvenuto su una spiaggia catanese e il furto di alcuni cavalli da una scuderia. Da qui il seme dell'idea per sviluppare questo romanzo. Un genio, un vero maestro di scrittura. L'ispirazione è così, da uno spunto letto da un piccolo articoletto di giornale ecco che un grande narratore riesce a costruirci una bellissima storia che ti tiene incollato alle pagine dall'inizio alla fine. 



Le mie macchine da scrivere - 01, Royal Litton 203

  La mia prima macchina da scrivere. Dove tutto è cominciato. Anche se ho dei vaghi ricordi da bambino a casa di mia nonna. Ricordo una vecc...