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domenica 15 settembre 2024

Sunset Park - Paul Auster


Miles Heller ha ventotto anni e vive in Florida. Ha poco, eppure ha tutto: l'amore di un'adorabile ragazza di origini cubane, la passione trasmessagli dal padre per il baseball con le sue storie fatte di destino e casualità, e i libri, "una malattia da cui non vuole essere curato". Il lavoro non è un granché, d'accordo, ma lui sembra farlo come se in quell'attività intuisse un misterioso legame con la sua esistenza: affinché le banche possano rimetterle in vendita, deve entrare nelle abitazioni abbandonate e fotografare gli oggetti che gli inquilini vi hanno lasciato. Ma Miles ha una vita precedente da cui negli ultimi sette anni è fuggito. E continuerebbe a farlo se il destino (o il caso) non si mettesse in mezzo: Pilar, la sua ragazza, è orfana e vive con le sorelle maggiori. Ed è minorenne. Così quando decide di trasferirsi da Miles, lui deve avere il loro consenso che ottiene corrompendo la più grande. Ma dopo qualche mese, Angela Sanchez inizia a ricattarlo. A Miles non resta che cambiare aria per un po': in fondo Pilar sarà presto maggiorenne e nulla potrà separarli. Si rivolge all'unico amico con cui è rimasto in contatto, Bing, che insieme ad altri tre ragazzi vive a Brooklyn, in una casa occupata in una zona chiamata Sunset Park. Tornare a New York, la sua città natale, significa fare i conti con i motivi che l'hanno spinto ad andarsene di casa, significa chiarire definitivamente i motivi che hanno determinato la morte del fratello Bobby.

Dopo aver finito la lettura della Trilogia di New York, avevo ancora sete di Paul Auster, e dato che avevo comprato anche questo Sunset Park, incuriosito dalla trama, l'ho subito cominciato per dissetarmi.

La scrittura e lo stile di Paul Auster mi fanno impazzire. Arrivano direttamente al cuore. In uno dei capitoli dedicati al padre del protagonista , descrive la scena di un funerale. Quelle pagine mi hanno talmente colpito per la loro vividezza che non mi sono reso conto che delle lacrime erano scese sul mio viso. Ero là, a soffrire in quella chiesa insieme ai personaggi di questo romanzo. Auster ha la capacità di rendere la finzione narrativa più reale della vita stessa, e lo fa attraverso l'uso sapiente delle parole. Uno strumento che riesce a maneggiare con una lucidità incredibile. Mi sono imbattuto infatti in una descrizione di una persona vuota che mi ha davvero colpito. Auster la definisce: STRUTTURA DI CARNE. Due sole parole che riescono a descrivere in maniera straordinaria un concetto davvero più ampio.

In questo romanzo ci ho trovato tanto del mondo che piace a me, artisti, scrittori, fotografia, cinema, oggetti vintage, libri editoria e tanto altro. Sembra proprio un libro scritto per me. Un libro in cui il tema principale è il senso di colpa. Ogni personaggio di questo romanzo combatte i propri sensi di colpa, confidando e andando alla ricerca di quella speranza che gli faccia credere che non tutto è ancora perduto. Un romanzo davvero intenso e immersivo, mentre lo leggevo avevo la sensazione di trovarmi insieme ai personaggi che Paul Auster è riuscito a creare in maniera vivida dalla sua penna. 

Avanzando con la lettura mi sono reso conto di quanto questo romanzo sia profondo. Oltre a ruotare intorno al concetto di "senso di colpa" e a tutto quello che comporta, c'è anche una forte critica sociale continua di sottofondo. Di come sia diventata tossica la nostra società. Questa non troppo velata critica alla nostra società malata ci accompagna per tutto il romanzo. Poi, pagina dopo pagina mi sono reso conto di come non ci sia in realtà un solo protagonista assoluto in questa storia, ma ogni personaggio ha la sua rilevanza e i suoi sensi di colpa che lo logorano.

Il finale del romanzo è molto aperto, lascia al lettore la possibilità di scegliere in che modo vuole vedere la fine della storia. Almeno io l'ho inteso così: piuttosto che lasciarsi consumare dai sensi di colpa che attanagliano le nostre vite è meglio incentrare le nostre vite sul qui e adesso. Godersi ogni momento possibile poiché basta veramente poco per far cadere tutto quanto come un castello di carte al vento. 

Una lettura che sento di consigliare vivamente a tutti quelli che non riescono ad affrontare la vita per paura di sbagliare e commettere sempre gli stessi errori. Il romanzo mi è piaciuto molto, è stata una lettura davvero intensa e sono contento di averla fatta. Un libro che è capitato tra le mie mani per caso, ma forse è stato lui a scegliermi. 

Sunset Pak - Paul Auster su Amazon

Paul Auster - Trilogia di New York


Pubblicati tra il 1985 e il 1987, i tre romanzi che compongono questa "Trilogia" sono raffinate detective stories in cui le strade di New York fanno da cornice e palcoscenico a una profonda inquietudine esistenziale. "Città di vetro" è la storia di uno scrittore di gialli che "accetta" l'errore del caso e fingendosi un'altra persona cerca di risolvere un mistero. "Fantasmi" narra la vicenda di un detective privato che viene assoldato per tenere sotto controllo una persona, ma a poco a poco i due ruoli si scambiano e colui che doveva spiare diventa colui che viene spiato. "La stanza chiusa" racconta di uno scrittore che abbandona la vita pubblica e cerca di distruggere le copie della sua ultima opera.

Avevo bisogno di qualche giorno per metabolizzare questo libro di Paul Auster. Una trilogia molto particolare e di non facile lettura, o meglio, di non facile interpretazione. Questo è il primo libro di Paul Auster che leggo, per cui è ancora troppo presto per me esprimere un giudizio per questo compianto scrittore. Ma il mio istinto mi dice che lo adorerò e che di suo mi metterei a cercare anche la lista della spesa.

Ho trovato questo libro labirintico, una New York tentacolare che sembra quasi essere una dei protagonisti di questi tre brevi romanzi di cui è composta la trilogia. Una New York viscerale, delle volte disturbante. I protagonisti di queste tre storie gialle, che poi scopriremo essere tutti legati alla fine dell'ultimo romanzo, mi hanno dato l'impressioni di essere tutti degli alter ego dell'autore. Tante facce diverse di Paul Auster che diventa anche personaggio vero, nel primo romanzo. Il protagonista lo va a trovare a casa sua, c'è uno scambio di identità, ma non mi piace scendere troppo nei dettagli e rovinare la sorpresa nella lettura. In ogni storia c'è un caso da risolvere con uno stile di scrittura davvero unico, mai visto descrivere tanto bene una sorta di psicosi in uno dei personaggi. 

Per quanto siano romanzi gialli, sono molto atipici per questo genere. In queste storie è molto presente la metanarrativa e devi essere davvero molto bravo per riuscire ad integrarla in questo genere di libri. Paul Auster con questa trilogia di New York mi ha decisamente conquistato. La lettura mi ha rapito e buttato a capofitto in questa New York labirintica insieme a dei personaggi sfaccettati. Li ho seguiti per queste strade tentacolari della città, non riuscivo a staccarmi dalle pagine e devo dire che ogni storia mi ha preso sempre di più. Davvero una più bella dell'altra.

Per iniziare a conoscere Paul Auster credo che questa trilogia di New York sia proprio il libro giusto. Sono davvero contento di aver cominciato a leggere questo scrittore proprio da questi brevi romanzi. 

Paul Auster - La trilogia di New York su Amazon.

venerdì 12 aprile 2024

Cose che mi piacciono fare: andare in qualche bel negozio di dischi

 


Tra le tante cose che mi piace fare, sicuramente in cima alla lista c'è quella di andare ogni tanto in qualche bel negozio di dischi a spulciare qualche vinile da aggiungere alla mia collezione. Oggi sono capitato in questo negozio a Roma, Radiation Record, non è proprio dietro l'angolo rispetto a dove vivo, ma dato che oggi ero nei paraggi ci ho fatto un salto.  L'ultima volta c'ero stato qualche anno fa e mi ero portato a casa l'album di Nevermind dei Nirvana in vinile, l'edizione limitata per il trentesimo anniversario. Album stratosferico e preso ad un prezzo davvero stracciato. 


Il negozio è molto grande e ben fornito, ha tre sedi e questa è quella del quartiere storico del Pigneto, in Via Romanello da Forlì, 14.  Ha una vastissima selezione di vinili nuovi e usati, cassette, cd, dvd, magliette e gadget. Davvero, penso sia difficile riuscire ad uscire da un negozio come questo a mani vuote.  


E infatti a mani vuote non sono uscito. Da grande appassionato di Godzilla, tra le varie colonne sonore che stavo spulciando, ecco che mi sono imbattuto in questa chicca. La colonna sonora di uno dei primissimi film sul Godzilla, composta dal maestro Akira Ikufube. Un altro bel disco che è entrato a far parte della mia collezione. Se capitate a Roma





sabato 6 aprile 2024

Antares Compact, nuovo arrivo.

 


Qualche giorno fa sono capitato in un mercatino dell'usato. Ci passavo sempre davanti e mai che mi fossi fermato per dare un'occhiata. Stavolta, visto che avevo tempo, ci ho fatto una capatina. Non cercavo nulla di particolare, tanto meno una nuova macchina da scrivere dato che poco tempo fa ho trovato una stupenda Olivetti STUDIO 46 che sembrava nuova. 

Ebbene tra le macchine da scrivere mi cade l'occhio su una valigetta color carta da zucchero molto piccola, nascosta sotto una vecchia macchina da scrivere in condizioni pessime e dal costo decisamente fuori dal mondo. La vado a tirare e apro la valigetta. Ecco che mi ritrovo davanti questo gran bel pezzo di macchina da scrivere. Una magnifica Antares Compact degli anni 60' fatta in Italia in ottimo stato. Per soli 23€ sarebbe stato un delitto lasciarla nel negozio. Così l'ho presa senza neanche starci a pensare troppo. 

Quando sono tornato a casa non vedevo l'ora di metterci mano. Aveva bisogno giusto di qualche piccolo accorgimento. Ovviamente i nastri erano molto secchi e andavano sostituiti, c'erano ancora quelli originali e con mia grande sorpresa il vecchio nastro era blu e rosso, non lo avevo mai visto prima, però era veramente troppo secco per poterlo usare. Così ho subito ordinato su Amazon dei nuovi nastri d'inchiostro nero e rosso che sono arrivati il giorno dopo. Poi la macchina da scrivere aveva bisogno di una pulita e una lubrificata e il mio buon vecchio WD40 ha fatto il suo sporco lavoro in un attimo. Qualche spruzzata su tutti gli ingranaggi ed è tornata a nuova vita. Poi ho dovuto incollare un paio di tasti che erano un po' lenti e infine ho messo dei gommini antiscivolo adesivi per tenerla ferma quando ci si scrive. Per avere i suoi più di sessant'anni suonati, questa macchina da scrivere è tornata ad essere nuova! Quel bellissimo look vintage mi fa pensare che fosse appartenuta a qualche giornalista degli anni sessanta, me lo immagino seduto al tavolo con la sigaretta in bocca e un bicchiere di whiskey intento a scrivere freneticamente il suo scoop con la sigaretta che gli si consuma fra le labbra.
 
Sono proprio contento di questo mio nuovo acquisto, mi piace da morire e prevedo dei bellissimi momenti che trascorrerò insieme a questa bellissima macchina da scrivere. In mondo sempre più frenetico e tossico, la scrittura lenta potrebbe essere un ottimo antidoto.

Le mie macchine da scrivere - 01, Royal Litton 203

  La mia prima macchina da scrivere. Dove tutto è cominciato. Anche se ho dei vaghi ricordi da bambino a casa di mia nonna. Ricordo una vecc...