martedì 30 gennaio 2024

Stimolare la creatività


Sono del parere che delle volte, specie quando siamo arenati nella quotidianità e passiamo periodi abbastanza alienanti, ci sia bisogno di stimolare la nostra creatività in qualche modo. Mi capita spesso di alienarmi davanti al cellulare, troppo spesso in questo periodo a dire la verità, mi ritrovo ad aver perso tanto di quel tempo da volermi mangiare le mani intere. Ma questo è argomento di un prossimo post, quello che voglio dire in questo, e mi allaccio ad discorso dell'alienazione, è che per uscirne fuori, la cosa migliore, secondo me, è uscire un po' dagli schemi e le solite routine. Provate ad esempio a prendere una candela, accenderla e mettervi a scrivere completamente al buio, prendete un quaderno e una penna e cominciate a far scorrere i vostri pensieri sul foglio. Vedrete poi come vi sentirete stimolati, entrerete in un mondo intimo, romantico, magico. Ci siete solo voi e vostri pensieri. La poca luce che emette la candela non  farà che circondare solamente ciò che avete vicino a voi, il focus quindi sarà solamente su ciò che avete davanti: carta e penna. Lasciate stare tablet e portatili, fate le cose alla vecchia maniera e vedrete quanto saranno stimolanti i vostri pensieri. 

Come ho scoperto questo modo di scrivere? Tempo fa avevo bisogno di scrivere una scena di un mio racconto, ambientata in una vecchia soffitta. I il mio personaggio era ospite in questa casa per passare la notte. L'unica luce che aveva era qualche candela su una vecchia scrivania di legno. Aveva bisogno di scrivere ciò che gli era successo durante la giornata sul suo taccuino. Io scrittore avevo bisogno quindi di immedesimarmi in un contesto del genere, capire in che modo si possa scrivere illuminati solo dalla luce di qualche candela. Mi sono procurato delle candele, le ho accese e ho spento tutto. Poi è cominciata la magia. Le luce tremolante delle piccole fiamme fatue, il colore soffice e caldo di ciò che avevo davanti a me mi hanno stimolato tantissimo, mi hanno portato in una vecchia soffitta a scrivere i miei pensieri mentre fuori dalla finestra imperversava una tempesta...ma sto divagando. Provateci e assaporatene la magia, ogni tanto nella vita c'è assoluto bisogno di evadere dalla realtà per entrare nel proprio mondo. Come sia fatto il proprio mondo, quello lo potete decidere solo voi. 
 

giovedì 25 gennaio 2024

Il piacere di scrivere all'aperto.


Qualche giorno fa sono riuscito a ritagliarmi un po' di tempo tra un impegno e l'altro. Invece che tornare a casa per poi dover riuscire di corsa, e visto anche il fatto che era una bellissima giornata, sono rimasto nei paraggi e sono andato a un parco vicino la scuola dei miei bambini. Mi sono messo in questo splendido posto e preso dal momento ho cominciato a scrivere. Nemmeno mi rendevo conto del tempo che passava tanto ero stimolato in tutto questo piacevole contesto. Delle volte, sento proprio il bisogno di staccare dalla quotidianità e cercare qualche stimolo fuori dalla mia confort zone. Uscire dalle solite routine e provare qualcosa di nuovo è il consiglio ideale per chi si sente molto spesso arenato nei soliti problemi quotidiani. Ritagliarsi momenti del genere è fondamentale per me. Spesso ricerco questo tipo di solitudine fuori dal caos abituale di questa frenetica società. Mi piace stare da solo con me stesso alla ricerca di quella vena creativa che i soliti impegni giornalieri mi fanno il più delle volte perdere. 
Questo genere di cose mi serve a ritrovare la carica giusta per ricominciare ad affrontare la giornata, nel mio caso la pagina bianca. Sto lavorando ad un racconto e avevo bisogno di quella scintilla per riprendere da dove avevo lasciato e andare avanti. La pagina bianca spesso è spaventosa, ma delle volte può diventare davvero qualsiasi cosa si desideri e si può trasformare in qualcosa di meraviglioso. Penso che delle volte, basta semplicemente cambiare prospettiva, fare qualcosa di diverso per ritrovare gli stimoli giusti per ritornare a lavoro più carichi di prima. Ritrovare la propria creatività in fondo è semplice e  spesso bastano cose semplici. Come andare a scrivere all'aperto in una bella giornata di sole.




 

martedì 23 gennaio 2024

Le cinque stilografiche per cominciare

 Mentre pensavo a quale potesse essere un nuovo post sul mio blog, avevo in mano una stilografica per appuntarmi qualche buona idea da mettere in pratica. Mentre la osservavo mi sono chiesto: quale penne stilografiche consiglierei per iniziare a chi si affaccia per la prima volta a questo metodo di scrittura??

Quella che segue non è una classifica dalla migliore alla peggiore, ma le cinque tra le mie stilografiche preferite più una bonus che mi sento di consigliare a chi vuole affacciarsi a questo mondo, rimanendo in una spesa contenuta fino a un massimo di 25/30 €. Euro più, euro meno. Vi lascio anche i link per farsi un'idea visto che le varianti di queste stilografiche sono proprio tante e per tutti i gusti. Ci sono anche di più economiche, soprattutto nel mercato cinese, riproduzioni delle volte anche molto belle, di stilografiche ben più costose di quelle in questa lista, ma io sinceramente ho molte riserve riguardo questo tipo di stilografiche per una serie di motivi. Tendenzialmente non  mi sembrano etiche, l'ambiente di sicuro non ci ringrazia se mettiamo in circolo questo genere di prodotto (come tanti altri ovviamente). Per essere tanto economiche poi, la qualità deve necessariamente essere molto bassa, per cui sono quasi sempre piene di difetti di fabbrica. Ma non ho riserve solo sulle cinesi, ci sono, ad esempio, anche stilografiche molto economiche di marche famose come la Schneider o Pelikan, ma anche tante altre. Personalmente però non mi sento di consigliarle a chi inizia, sono dell'idea che l'utilizzo di una stilografica sia un'esperienza che debba lasciare delle magnifiche sensazioni. Una penna da cinque euro, per costare cosi poco, materiali e qualità non potranno mai essere buoni. I compromessi sono tanti a cui bisogna scendere e il rischio che non ci lasci nessun tipo di emozione quando usiamo una stilografica del genere è molto alto. Io credo che la stilografica, quando si usa, ci deve emozionare e secondo me queste cinque che consiglio di acquistare come prima stilografica, emozionano:

  1. Lamy Safari, Germania, la più classica tra le classiche, si trova ovunque e in tantissime colorazioni tra le più stravaganti. Hanno dei pennini fantastici, grazie alla loro impugnatura sono comodissime da tenere in mano. Sono progettate per lunghe sessioni di scrittura. Una stilografica che è un vero carro armato. 
  2. Kaweco sport, Germania, la più piccolina tra quelle che consiglio, davvero di dimensioni ridotte. Ma fidatevi del detto che nella botte piccola c'è il vino buono. La stilografica è molto leggera, sembra essere il prolungamento della propria mano, scriverci è un piacere instancabile grazie ad un pennino favoloso. 
  3. Platinum Plaisirs, Giappone, per quanto sia tra le più economiche della Platinum, la Plaisir è veramente una stilografica da un design molto classico, disponibile in diverse colorazioni, sembra una stilografica di fascia più alta di quello che è. Un pennino affidabilissimo, non delude mai, leggera e pratica, ci si scrive che un piacere. 
  4. Pilot MR3, Giappone, un altro grande classico. La Pilot Metropolitan ha una linea elegantissima, disponibile in tante colorazioni, impossibile non trovare quella giusta per se. Ci sono tante edizioni curate nei minimi dettagli. Scrivere con una giapponese è sempre una grandissima emozione, tenerla tra le mani si ha l'impressione di avere davvero un gran bell'oggetto di valore. 
  5. Faber Castell Loom, Germania
  6. Stilografica Bonus: Sailor Profit Junior, Giappone, piccola, leggerissima, di gran classe con il suo design a sigaro. I pennini Sailor sono fantastici, eccellenti e famosi in tutto il mondo, un esperienza di scrittura davvero senza eguali. Tenerla in mano e scriverci è davvero un piacere. Provare per credere. 

In questa lista ci sono ben tre stilografiche giapponesi e tre tedesche. Ammetto sinceramente di avere un forte debole per tutto ciò che proviene dal Giappone, soprattutto per questo genere di cose. Le stilografiche giapponesi e tutta la filosofia che c'è dietro, sono quelle che più riescono a regalarmi emozioni più grandi, hanno un feeling impareggiabile, sono affidabili e le trovo inarrivabili. La mia preferita in assoluto è una Pilot Custom 74 con pennino in oro 14k Extra Fine. Si tratta della stilografica che uso di più in assoluto, la preferita della mia collezione. Un'esperienza di scrittura davvero unica. 
Qualsiasi stilografica acquisterete tra quelle di questa lista sono sicuro che vi emozionerà, riscoprirete davvero il piacere di scrivere a mano libera con un oggetto che non è una semplice penna, magari una di quelle usa e getta, ma un qualcosa di più intimo e personale. La scrittura sarà tutta un'altra cosa. 

lunedì 22 gennaio 2024

Stilografica Sailor Procolor 500 Shikisai - Four seasons Hoshikuzu (Stardust)


Uno degli oggetti che uso quotidianamente più spesso e non esco mai di casa senza, è la penna stilografica. Ho una discreta collezione a casa di penne stilografiche e mi piace davvero molto usarle periodicamente tutte quante. Ciò che amo di questi oggetti è la loro filosofia. Sono cose concepite per durare nel tempo, l'esatto opposto di ciò che ci impone la società moderna. Avendo cura di una stilografica può durare una vita. Scrivere con una stilografica è poi un atto intimo, personale, è un momento che ci si prende solo per se stessi. Mi fa impazzire poi anche tutta la ritualità che c'è dietro, la pulizia, il caricamento dell'inchiostro, la carta adatta, e poi dare forma ai propri pensieri, renderli eterni, concreti su un foglio di carta, magari su un bel taccuino rilegato. Ritagliarsi un momento per se stessi e rigenerarsi. Scrivere è terapeutico, e usare oggetti del genere è sicuramente un'esperienza molto più stimolante che scrivere con una biro usa e getta. Inoltre penso che sia molto più etico e sostenibile l'uso delle stilografiche, inquinano decisamente meno (l'ambiente ringrazia) e possono essere riutilizzate all'infinito. Sono un grande sostenitore della stilografica e nel mio piccolo cerco di condividere più che posso questa mia filosofia. Molto presto pubblicherò un articolo su cui sto lavorando, sulle prime stilografiche che consiglio per chi vuole approcciarsi per la prima volta a questo mondo. Un buon titolo potrebbe essere Filosofia Stilografica, mi piace. Che cominci una Rivoluzione Stilografica! Unitevi al movimento! Salviamo il mondo con le penne stilografiche!

Come al solito divago, quello di cui volevo parlare in questo post oggi, è il mio ultimo arrivo Stilografico. Si tratta di una stilografica Sailor Giapponese (io amo in maniera viscerale tutto ciò che proviene dal Giappone), la Procolor 500 Shikisai - Four Seasons Hoshikuzu (Stardust) con pennino Fine in acciaio. Avevo adocchiato questa penna diversi anni fa ormai e non mi ero mai deciso a prenderla. Oggi è arrivata e non vedevo l'ora di aprire la sua scatola e tirare fuori questa nuova stilografica. Quando sono tornato a casa nel pomeriggio, ero ansioso di provarla. Il colpo d'occhio è notevole, sembra davvero un cielo stellato in una notte di un profondo blu. Tutti questi puntini luminosi mi fanno pensare alla vastità dell'universo e alle infinite possibilità della creatività attraverso la scrittura. Mi affascina questa metafora. Trovo che anche semplicemente osservare questa stilografica sia tremendamente stimolante. Ci si perde in questo cielo stellato.  Poi viene il momento di provarla, inserisco la cartuccia ed è già pronta a far fluire i pensieri e le idee. In mano è una piuma, sembra quasi un prolungamento del proprio arto. La scrittura risulta fluida, piacevole, emozionante. La mente comincia a lasciarsi andare e lascia traccia del proprio passaggio sulla carta. Il feeling è davvero un qualcosa di speciale, scrivere è bello ed emozionante. E secondo me, fatto con un oggetto del genere, la scrittura diventa un qualcosa di ancor più magico.  

domenica 21 gennaio 2024

Metro


Qualche giorno fa mi è capitato di aspettare molto tempo ad una stazione della metropolitana. Avevo voglia di scattare qualche foto ma ero con i miei due figli piccoli e non potevo allontanarmi molto. Girare per la metro con due bambini piccoli non è molto pratico e non avevo neanche con me la macchina fotografica, ma uno scatto col cellulare l'ho voluto fare lo stesso. Non è certo la stessa cosa che scattare con una fotocamera ma la voglia di rubare almeno uno scatto alla vita in metro era tanta. Il risultato è queto, nulla di speciale ma tutto sommato la foto sembra raccontare qualcosa. Sono dell'idea che una bella foto debba sempre raccontare qualcosa altrimenti sono foto fine a se stesse, una raccolta di foto vuote per ricordarsi semplicemente dove siamo stati. Una sorta di album di vacanze con foto di palazzi. Questo concetto lo sto mettendo anche nel mio racconto sulla fotografia che ha come protagonista un ragazzo giapponese trasferitosi a Montreal in Canada per coltivare il suo sogno di diventare fotografo di professione. La sua famiglia lo obbligava a intraprendere la carriera dell'avvocato ed entrare nello studio legale del padre che viene tramandato da generazioni. 
Come al solito divago anche se in qualche moto questa foto e il racconto che sto scrivendo sono in molto collegati, infatti alcune scene le voglio ambientare nella metropolitana di Montreal. Il protagonista ama la street photography, e durante una sua uscita fotografica, sceglie come tema le metropolitane e inizia ad andare a scattare foto per raccontare la vita nella metropolitana di Montreal, mettendo in risalto il contrasto tra la frenesia quotidiana delle persone nella società moderna e la calma, la musica e lo stazionare nello stesso posto per ore e ore degli artisti di strada.  
Mi affascina molto questo contrasto e prima o poi piacerebbe anche a me raccontarlo, sia attraverso le mie storie che attraverso le mie fotografie. 
 

martedì 16 gennaio 2024

Momento art attack, anche oggi...


Anche oggi mi sono lasciato prendere da questo momento di art attack. Avevo un momento libero prima di dover uscire per le quotidiane incombenze e ne ho approfittato per rilassarmi e rigenerarmi un po'. Oggi ho ritrovato in magazzino, questa vecchia scatola di legno che conteneva un edizione speciale di sigari toscano. L'Originale 1815 uscito ormai diversi anni fa. Era in condizioni pessime, sporca e impolverata, era rimasta in balia della polvere per anni sopra uno scaffale. La scatolina si apre dalla parte superiore che scorre lungo delle scanalature, ha una grandezza perfetta per contenerci qualche penna stilografica. Infatti è stato questo pensiero che mi è passato per la testa appena l'ho ripresa tra le mani. Mi sono deciso a riportarla a casa e gli ho dato una bella pulita, poi rientrato a casa l'ho pulita ancora più affondo e gli ho dato una bella lucidata con un goccio d'olio. Sembra nuova adesso. 


E in effetti adesso ha anche il suo perché. L'idea di aver dato nuova vita ad un oggetto molto vecchio mi piace molto. Non mi piace particolarmente gettare via le cose, specie se queste cose hanno ancora qualcosa da dire. Questo mondo usa e getta non rientra proprio nelle mie corde. A me oggetti del genere piacciono molto e questa scatolina, dal sapore vintage, alla fin fine ce la vedevo proprio bene a contenere qualche mia penna stilografica, magari quelle che uso in questo periodo. Ora la terrò sopra la scrivania nel mio angolo studio e penso proprio che abbia il suo perché. 



 

lunedì 15 gennaio 2024

Momenti rubati alla frenesia quotidiana


Mi ero messo seduto nel mio angolo studio in camera da letto con la voglia di mettermi a fare qualcosa di costruttivo prima di dover riprendere gli impegni inevitabili della giornata. L'occhio mi cade sul portapenne che ho attaccato al pannello d'Ikea di fronte a me (non avete idea di quanto è comodo lo SKADIS), la mia attenzione è stata afferrata da questa stilografica e tra me e me mi sono detto che è davvero tanto tempo che non la uso. Si tratta della Platinum Plasir stilografica giapponese (ho un debole per le giapponesi) con pennino 03 che equivale ad un fine. A me piace molto ruotare le mie penne stilografiche, ne ho una discreta collezione e periodicamente le uso sempre tutte. Affianco al portapenne, dentro al portaoggetti grande, mi rendo conto che c'è anche il mio diario creativo, dove appunto spunti e idee e in cui lascio la mia mente libera di creare ciò che vuole. Era circa un mese che non scrivevo nulla su questo taccuino, le ultime parole le avevo scritte il 9 Dicembre scorso. Magari è stato un richiamo, senza pensarci troppo l'ho preso e ho cominciato a scriverci, ero arrivato a fine pagina e mi sono detto: ho voglia di disegnare la stilografica. Ho preso il mio astuccio che porto sempre con me nello zaino dove tengo diverso materiale sia per scrivere che per disegnare e in qualche minuto ecco che ho abbozzato un disegno. L'ho ripassato poi con la Pigma Micron 03 e poi ho preso qualche pantone Ohuhu e gli ho dato un po' di colore. Non avrò fatto un'opera d'arte ma mi sono rilassato e sono soddisfatto del risultato. 
Molti magari penseranno che avrò perso tempo a fare questa stupidaggine, eppure vi assicuro che momenti del genere, dove si ha la possibilità di staccare la spina e lasciare la mente libera da qualsiasi vincolo quotidiano, beh, sono momenti rigeneranti per lo spirito. Ho un milione di cose da fare durante il giorno, la vita moderna è inevitabilmente frenetica che lo vogliamo oppure no, dobbiamo adattarci. Quello che possiamo fare però è riuscire a ritagliarci dei momenti solo per noi, in cui possiamo scrivere, disegnare e sentirci liberi di creare o fare ciò che ci piace. Non sottovalutate mai il potere delle piccole cose. Hanno la capacità di farci ritrovare le energie e ripartire. 

 

sabato 13 gennaio 2024

La musica e i ricordi, la colonna sonora della mia vita


Molte volte mi fermo a pensare in che modo sia arrivato a comprare alcuni dischi, a quali storie e ricordi ci siano dietro l'acquisto di un disco. Oggi avevo voglia di ascoltare un po' di musica insieme a mia moglie mentre facevamo un po' di ordine in casa. Gli ho chiesto cosa volesse ascoltare e visto che davanti gli occhi, nella mia collezione di vinili, avevo gli occhi rivolti casualmente sui dischi dei Beatles, gli ho chiesto "che ne dici dei Beatles?" La risposta è stata si, ho incominciato a elencargli i vari album e lei ha scelto Abbey Road. Ottima scelta anche se, secondo me, qualsiasi album dei Beatles sarebbe stata ovviamente un'ottima scelta. 
Mentre prendo il disco e mi metto a guardare l'iconica copertina (cosa c'è di più iconico di quella strada e la foto sulle strisce pedonali?) ho avuto un flash nella mia testa. Questo è stato il mio secondo album dei Beatles che ho comprato. Acquistato subito dopo Rubber Soul. Ma come ci sono arrivato io ai Beatles? Attraverso Murakami, Haruki Murakami. Più o meno una decina di anni fa iniziai a leggere Murakami da amante della cultura giapponese. Mi decisi di cominciarlo in aeroporto, in partenza per il viaggio di nozze. Visto che la nostra meta era Tibet, Cina e Thailandia, avevo voglia di una lettura che fosse rivolta alla cultura asiatica, e visto che da tempo volevo cominciare a leggere Murakami, comprai prima del nostro volo, alla libreria dell'aeroporto, Norwegian Wood e Kafka sulla spiaggia. Il primo ci misi un lampo a leggerlo, tra il volo di andata di parecchie ore e le prime notti in albergo a pechino. Il secondo lo terminai su una spiaggia Thailandese in riva al mare con le onde a farmi da sottofondo musicale. Da quel momento fu vero amore per questo scrittore. Negli anni ho acquistato tutto ciò che ha scritto, se pubblicasse la sua lista della spesa comprerei anche quella. Sono passati quasi dieci anni e da allora Murakami è diventato il mio scrittore contemporaneo preferito e ogni tanto rileggo volentieri qualche suo libro. Aspetto davvero con trepidazione, dopo anni dalla pubblicazione del suo ultimo romanzo, il suo ultimo lavoro, uscito in Giappone ad aprile del 2023. Qui in Italia ancora non si hanno notizie riguardo la sua uscita. 
Comunque sto divagando davvero tanto. 
Torniamo in tema: cosa centra Murakami con i Beatles? Beh molto, come dicevo il primo romanzo che ho letto di Murakami è stato Norwegian Wood che è anche il titolo di una canzone dei Beatles in Rubber Soul e nel romanzo, i protagonisti ascoltavano proprio questo disco e la loro canzone preferita era ovviamente quella che da titolo al libro. Me ne innamorai anche io ascoltandola mentre leggevo e comprai il disco una una volta tornato a casa. Poi, finito di ascoltarlo più e più volte, comprai poco tempo dopo anche Abbey Road e  successivamente tanti altri capolavori immortali dei Beatles. Nei libri di Murakami c'è sempre tanta musica e grazie a lui ho conosciuto e comprato davvero tanta ottima musica che variava tra tantissimi generi, dal Jazz, al Rock, fino alla musica classica. Murakami è stato per me davvero un grande insegnante, sia di scrittura che di musica. 
Tutto questo per dire di come ogni disco, ha dietro di se delle bellissime storie, dei bellissimi ricordi che sono legati a determinati periodi della mia vita. Ogni periodo della mia vita ha sempre della musica di sottofondo quasi a realizzarne, momento dopo momento, la colonna sonora dei miei ricordi.

venerdì 12 gennaio 2024

SEMINA COME UN ARTISTA. 1O IDEE PER CONDIVIDERE LA CREATIVITÀ E FAR CONOSCERE IL TUO LAVORO. AUSTIN CLEON

 


Altro libro finito in questo inizio anno. Questo è il terzo libro che leggo in questo 2024 e stiamo solo al quarto giorno dell’anno (giorno in cui abbozzo questa breve recensione). Spero di riuscire a mantenere questo ritmo.

Anche questo libro di Austin Kleon non mi è dispiaciuto, l’ho trovato molto interessante, ricco di spunti, belle citazioni e parecchio stimolante. Molto scorrevole e si legge davvero tutto d’un fiato. Io amo scrivere e inventare storie e i consigli che lascia sono molto utili per chi come me vuole mettersi in gioco attraverso le proprie passioni creative. Il libro è molto fruibile, il linguaggio è molto semplice e diretto, adatto a tutti. Sono stati davvero tanti i passaggi che ho evidenziato e ai quali ho l’impressione tornerò molto spesso. Austin Kleon, in questo secondo libro ci regala davvero degli spunti molto interessanti e per me che scrivo molto e desidero vedere pubblicati i miei libri mi sento di aver ricevuto dei preziosi consigli che ho fatto miei. 

Penso che questo Semina come un artista sia uno di quei manuali, anzi prontuari, che è utile avere sempre a portata di mano e al bisogno, tirarlo fuori e rileggere qualche passaggio per trovare qualche spunto interessante e rimettersi al lavoro. Non c’è bisogno per leggerlo, di seguire un ordine preciso, da qualsiasi punto si cominci, il libro offre dei consigli stimolanti. 

Insomma l’ho trovata una buona lettura, poco impegnativa, e non lo scrivo come fosse un difetto, anzi, l’ho trovata davvero molto utile e mi sento di consigliarla caldamente.

Questo Semina come un artista è il secondo libro di una trilogia, ormai ci sono e nel breve periodo cercherò di recuperare e leggere anche il terzo: Tieni duro!: 10 idee per essere creativi anche quando tutto rema contro.



martedì 9 gennaio 2024

Antonio Manzini - La costola di Adamo


E anche il secondo libro che vede come protagonista il vicequestore Rocco Schiavone è finito. Il secondo libro di questo 2024, anche se tecnicamente lo avevo cominciato la seconda metà di dicembre. L’avevo preso nella libreria UBIK a Bolzano e l’avevo cominciato in quei giorni di vacanza tra mercatini di natale, fette di Strudel, Vin Brulè e tisane alla mela.

In realtà volevo comprare un romanzo ambientato in Alto Adige, ma alla fine non sono riuscito a trovare nulla e visto che da un po’ di tempo avevo voglia di continuare la lettura dei libri di Manzini, dopo Pista Nera, giravo come un avvoltoio da parecchio tempo intorno al secondo caso di Rocco Schiavone, La costola di Adamo. 

Il libro mi è piaciuto molto, pur sembrando abbastanza scontato all’inizio, ho trovato il colpo di scena finale davvero ben riuscito e congegnato. Un libro che riesce a tenerti incollato alle pagine dall’inizio alla fine è sicuramente un libro ben riuscito. Leggendolo ho avuto la sensazione che l’autore si sia fortemente ispirato al personaggio del commissario Montalbano del Maestro Camilleri. Ho trovato che i due personaggi si assomigliano molto, hanno diverse sfaccettature molto simili tra di loro, ora, pur personalmente preferendo di più Camilleri, riconosco in Antonio Manzini e nel suo vicequestore Schiavone, una grandezza e una bellezza che non mi lasciano indifferente. 

Tema su cui ruota questo romanzo è la violenza sulle donne, bellissima la citazione biblica sulla costola di Adamo che dà grande significato sia al titolo del libro che a tutto quello che succede nel finale. Una metafora davvero ben costruita. Dà da pensare il fatto che dal 2010, anno di pubblicazione di questo libro, ad oggi (2024!!), la violenza sulle donne in Italia, sia anche aumentata. Ancora oggi brucia la ferita lasciata da uno degli ultimi casi di femminicidio che aveva lasciato il Paese col fiato sospeso per giorni. Dalla scomparsa della vittima al suo ritrovamento e alla caccia del carnefice. Trovo doloroso anche parlarne e mi chiedo come si possa arrivare a tanto. Eppure penso che la soluzione a queste problematiche risieda tutta nella cultura. Se si leggessero di più libri del genere, tanti problemi che affliggono la società moderna sparirebbero con la stessa velocità con cui si finisce il libro che ci piace. 

Non posso far altro che consigliare questa lettura a gran voce!

mercoledì 3 gennaio 2024

Quando l'ispirazione ti coglie

 Quando l'ispirazione arriva, non è che ti avvisa, magari fosse così. Quindi è meglio non essere mai impreparati e quando viene a bussarti alla porta è sempre meglio essere pronti a farla entrare. 

In questo periodo di grandi abbuffate mi sento anche io, come penso in tanti, molto appesantito. Così ho ripreso ad allenarmi e a fare cardio per smaltire un po' di chili di troppo e tornare in una forma fisica decente. In questo periodo sto lavorando a una storia, in poche parole si tratta di un ragazzo giapponese di nome Takeshi che desidera nella vita diventare un fotografo. Vivere della sua fotografia. I genitori però si oppongono a questa sua decisione, soprattutto il padre che pretende che il figlio finisca i suoi studi in giurisprudenza ed entri a lavorare nello studio legale che la famiglia si tramanda da padre in figlio da generazioni. Ha un amico canadese all'università di Tokyo, venuto a studiare architettura in Giappone per un anno, fanno amicizia e i due diventano inseparabili, trascorrendo gran parte del loro tempo libero insieme. Quando l'amico di Takashi (ancora non sono riuscito a trovargli un nome) torna in Canada e dopo l'ennesima litigata con il padre, l'amico gli propone di raggiungerlo in Canada, a Montréal,  per coltivare la sua passione. Takashi si fa convincere e inizia così un nuovo capitolo della sua vita alla conquista del suo sogno.

Ora non voglio divulgarmi troppo sulla storia a cui sto lavorando, il punto era un altro. Capita che durante il giorno spesso torni a pensare alle mie storie, e all'improvviso mi vengono in mente delle scene, dei dettagli, dei dialoghi e tante altre cose che riguardano la storia che voglio scrivere. In quei momenti ho sempre con me il mio fidato taccuino. Non esco di casa mai senza e anche oggi, mentre facevo cardio e ascoltavo dei podcast sulla scrittura creativa (consiglio su Spotify i podcast di Libroza), è arrivata la folgorazione. Dovevo fermarmi, mettere per iscritto le idee che mi sono venute in mente. Erano giorni che mi arrovellavo su come iniziare a scrivere la mia storia e non so per quali processi mentali, magari qualche frase ascoltata sul podcast, ho avuto l'illuminazione. Mi sono fermato su un tavolo da picnic, ho tirato fuori il mio taccuino (un fantastico Legami a righe A6), penna, mi sono tolto le cuffie e ho iniziato a scrivere. Piccola nota sulla penna: personalmente sono un tipo che ama scrivere solo con le stilografiche e le penne usa e getta proprio non le digerisce per il concetto stesso di usa e getta, per me inconcepibile. Eppure devo dire che questa Pilot G-TEC-C4 con punta fine 0.4 mm mi ha davvero colpito. Leggera, scorrevole e con un ottimo feeling mi ha fatto sentire proprio a mio agio scriverci e in questi giorni sto portando lei in giro per le mie passeggiate. Di solito mi porto dietro o Lamy Safari AL-Star o la mia preferita in assoluto e inseparabile compagna, la Pilot Custom 74 con pennino in oro Extra Fine. 

Ho divagato di nuovo...quello che voglio dire è che, se si ama la scrittura, e la scrittura è parte fondamentale della nostra vita. Bisogna sempre avere con se una penna e un taccuino per scrivere. Le idee hanno forme e percorsi davvero strani, non sai ma ne quando ne come arriveranno. Se non vengono colte al volo, il più delle volte, poi svaniscono per sempre. Magari quell'idea che riesce a cambiarti la vita vola via perché non si è stati abbastanza pronti per coglierla al volo.  A mie spese ho imparato a portare nella mia tasca sempre un piccolo taccuino, mi ha cambiato la vita...decisamente in meglio. 

lunedì 1 gennaio 2024

Wonka

Primo giorno dell'anno, primo film al cinema! 


Sono uscito dalla sala molto soddisfatto, il film mi è piaciuto sotto tutti i punti di vista, bella la scrittura, belle le musiche, bellissime le ambientazioni e i costumi. L’attore Timothée Chalamet poi è stato favoloso nei panni di Willy Wonka, una grandissima interpretazione la sua, davvero una prova da grande attore, le aspettative dopo Johnny Depp nei panni dello stesso personaggio erano alte, eppure non delude affatto e riesce a reggere a testa alta il confronto tra i due Wonka riuscendo a metterci del suo. Anche Hugh Grant nell’interpretare il simpatico Oompa-Loompa è stato spassoso. 

In sala mi sono anche appuntato alcune frasi che mi hanno particolarmente colpito:
  • L'avido vince sempre sul bisognoso è così che va il mondo signor Wonka....
  • Tutte le cose belle al mondo sono cominciate con un sogno.
  • Casa tua è il mondo che vuoi.
Credo che racchiudono molto l’essenza di questo film e il messaggio che vuole lasciare. La speranza di riuscire a cambiare il mondo attraverso la realizzazione dei nostri sogni, di non lasciarsi mai sopraffare dagli avidi e potenti e inseguire sempre la lealtà e la verità.  
La sensazione più bella è uscire dal cinema dopo aver visto un bel film, quell’appagamento che solo la magia del cinema riesce a regalare. Non nego che sia stato un film che è riuscito ad emozionarmi. Consigliatissimo!

Ruba come un artista: Per essere più creativo nel lavoro e nella vita.

 


L'arte è un Furto. Pablo Picasso

Primo giorno dell'anno, primo libro letto. Guardando qualche contenuto su YouTube mi sono imbattuto in questo scrittore, Austin Kleon. Nel video che stavo guardando c'era la citazione di un suo libro che diceva: "Condividi ciò che ami, e le persone che amano le stesse cose ti troveranno". Sono andato a cercare di quale libro si trattasse e l'ho trovato, si intitola SEMINA COME UN ARTISTA 10 IDEE PER CONDIVIDERE LA TUA CREATIVITA' E FAR CONOSCERE IL TUO LAVORO. Ho subito acquistato l'ebook e l'ho cominciato a leggere e il libro inizia subito con una bellissima citazione che mi ha conquistato subito: "Se tu hai una mela e io ho una mela e ce la scambiamo, tu e io abbiamo una mela per uno. Ma se tu hai un'idea e io ho un idea e ce la scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee. George Bernard Shaw." Direi che il libro iniziava davvero alla grande. Poi mi sono accorto che in realtà, questo libro altro non era che il secondo di una trilogia. Ho trovato così il primo e l'ho acquistato. Stanotte, dopo capodanno, l'ho cominciato e oggi, primo giorno dell'anno l'ho già finito. Il libro ovviamente non è molto lungo, si legge davvero in un lampo e l'ho trovato davvero stimolante. Questi dieci consigli, per quanto possano apparire banali e scontati li ho trovati molto più profondi di quello che appaiono. Li ho trovati dannatamente stimolanti, soprattutto molto adatti alle mie passioni e a ciò che mi piacerebbe realizzare. Sto già cominciando a seguire i consigli letti e alcuni, inconsciamente, li stavo già seguendo. 
Non mi resta quindi di consigliare questo libro a tutti quelli che aspirano ad essere creativi. Da parte mia penso che comincerò molto presto a leggere anche il suo secondo libro, Semina come un artista.

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Asimov Story - La storia e le storie "introvabili" di Isaac Asimov

  Asimov Story - La storia e le storie "introvabili" di Isaac Asimov Oggi sono capitato ad un mercatino dell'usato , mi piace ...