venerdì 12 gennaio 2024

SEMINA COME UN ARTISTA. 1O IDEE PER CONDIVIDERE LA CREATIVITÀ E FAR CONOSCERE IL TUO LAVORO. AUSTIN CLEON

 


Altro libro finito in questo inizio anno. Questo è il terzo libro che leggo in questo 2024 e stiamo solo al quarto giorno dell’anno (giorno in cui abbozzo questa breve recensione). Spero di riuscire a mantenere questo ritmo.

Anche questo libro di Austin Kleon non mi è dispiaciuto, l’ho trovato molto interessante, ricco di spunti, belle citazioni e parecchio stimolante. Molto scorrevole e si legge davvero tutto d’un fiato. Io amo scrivere e inventare storie e i consigli che lascia sono molto utili per chi come me vuole mettersi in gioco attraverso le proprie passioni creative. Il libro è molto fruibile, il linguaggio è molto semplice e diretto, adatto a tutti. Sono stati davvero tanti i passaggi che ho evidenziato e ai quali ho l’impressione tornerò molto spesso. Austin Kleon, in questo secondo libro ci regala davvero degli spunti molto interessanti e per me che scrivo molto e desidero vedere pubblicati i miei libri mi sento di aver ricevuto dei preziosi consigli che ho fatto miei. 

Penso che questo Semina come un artista sia uno di quei manuali, anzi prontuari, che è utile avere sempre a portata di mano e al bisogno, tirarlo fuori e rileggere qualche passaggio per trovare qualche spunto interessante e rimettersi al lavoro. Non c’è bisogno per leggerlo, di seguire un ordine preciso, da qualsiasi punto si cominci, il libro offre dei consigli stimolanti. 

Insomma l’ho trovata una buona lettura, poco impegnativa, e non lo scrivo come fosse un difetto, anzi, l’ho trovata davvero molto utile e mi sento di consigliarla caldamente.

Questo Semina come un artista è il secondo libro di una trilogia, ormai ci sono e nel breve periodo cercherò di recuperare e leggere anche il terzo: Tieni duro!: 10 idee per essere creativi anche quando tutto rema contro.



martedì 9 gennaio 2024

Antonio Manzini - La costola di Adamo


E anche il secondo libro che vede come protagonista il vicequestore Rocco Schiavone è finito. Il secondo libro di questo 2024, anche se tecnicamente lo avevo cominciato la seconda metà di dicembre. L’avevo preso nella libreria UBIK a Bolzano e l’avevo cominciato in quei giorni di vacanza tra mercatini di natale, fette di Strudel, Vin Brulè e tisane alla mela.

In realtà volevo comprare un romanzo ambientato in Alto Adige, ma alla fine non sono riuscito a trovare nulla e visto che da un po’ di tempo avevo voglia di continuare la lettura dei libri di Manzini, dopo Pista Nera, giravo come un avvoltoio da parecchio tempo intorno al secondo caso di Rocco Schiavone, La costola di Adamo. 

Il libro mi è piaciuto molto, pur sembrando abbastanza scontato all’inizio, ho trovato il colpo di scena finale davvero ben riuscito e congegnato. Un libro che riesce a tenerti incollato alle pagine dall’inizio alla fine è sicuramente un libro ben riuscito. Leggendolo ho avuto la sensazione che l’autore si sia fortemente ispirato al personaggio del commissario Montalbano del Maestro Camilleri. Ho trovato che i due personaggi si assomigliano molto, hanno diverse sfaccettature molto simili tra di loro, ora, pur personalmente preferendo di più Camilleri, riconosco in Antonio Manzini e nel suo vicequestore Schiavone, una grandezza e una bellezza che non mi lasciano indifferente. 

Tema su cui ruota questo romanzo è la violenza sulle donne, bellissima la citazione biblica sulla costola di Adamo che dà grande significato sia al titolo del libro che a tutto quello che succede nel finale. Una metafora davvero ben costruita. Dà da pensare il fatto che dal 2010, anno di pubblicazione di questo libro, ad oggi (2024!!), la violenza sulle donne in Italia, sia anche aumentata. Ancora oggi brucia la ferita lasciata da uno degli ultimi casi di femminicidio che aveva lasciato il Paese col fiato sospeso per giorni. Dalla scomparsa della vittima al suo ritrovamento e alla caccia del carnefice. Trovo doloroso anche parlarne e mi chiedo come si possa arrivare a tanto. Eppure penso che la soluzione a queste problematiche risieda tutta nella cultura. Se si leggessero di più libri del genere, tanti problemi che affliggono la società moderna sparirebbero con la stessa velocità con cui si finisce il libro che ci piace. 

Non posso far altro che consigliare questa lettura a gran voce!

mercoledì 3 gennaio 2024

Quando l'ispirazione ti coglie

 Quando l'ispirazione arriva, non è che ti avvisa, magari fosse così. Quindi è meglio non essere mai impreparati e quando viene a bussarti alla porta è sempre meglio essere pronti a farla entrare. 

In questo periodo di grandi abbuffate mi sento anche io, come penso in tanti, molto appesantito. Così ho ripreso ad allenarmi e a fare cardio per smaltire un po' di chili di troppo e tornare in una forma fisica decente. In questo periodo sto lavorando a una storia, in poche parole si tratta di un ragazzo giapponese di nome Takeshi che desidera nella vita diventare un fotografo. Vivere della sua fotografia. I genitori però si oppongono a questa sua decisione, soprattutto il padre che pretende che il figlio finisca i suoi studi in giurisprudenza ed entri a lavorare nello studio legale che la famiglia si tramanda da padre in figlio da generazioni. Ha un amico canadese all'università di Tokyo, venuto a studiare architettura in Giappone per un anno, fanno amicizia e i due diventano inseparabili, trascorrendo gran parte del loro tempo libero insieme. Quando l'amico di Takashi (ancora non sono riuscito a trovargli un nome) torna in Canada e dopo l'ennesima litigata con il padre, l'amico gli propone di raggiungerlo in Canada, a Montréal,  per coltivare la sua passione. Takashi si fa convincere e inizia così un nuovo capitolo della sua vita alla conquista del suo sogno.

Ora non voglio divulgarmi troppo sulla storia a cui sto lavorando, il punto era un altro. Capita che durante il giorno spesso torni a pensare alle mie storie, e all'improvviso mi vengono in mente delle scene, dei dettagli, dei dialoghi e tante altre cose che riguardano la storia che voglio scrivere. In quei momenti ho sempre con me il mio fidato taccuino. Non esco di casa mai senza e anche oggi, mentre facevo cardio e ascoltavo dei podcast sulla scrittura creativa (consiglio su Spotify i podcast di Libroza), è arrivata la folgorazione. Dovevo fermarmi, mettere per iscritto le idee che mi sono venute in mente. Erano giorni che mi arrovellavo su come iniziare a scrivere la mia storia e non so per quali processi mentali, magari qualche frase ascoltata sul podcast, ho avuto l'illuminazione. Mi sono fermato su un tavolo da picnic, ho tirato fuori il mio taccuino (un fantastico Legami a righe A6), penna, mi sono tolto le cuffie e ho iniziato a scrivere. Piccola nota sulla penna: personalmente sono un tipo che ama scrivere solo con le stilografiche e le penne usa e getta proprio non le digerisce per il concetto stesso di usa e getta, per me inconcepibile. Eppure devo dire che questa Pilot G-TEC-C4 con punta fine 0.4 mm mi ha davvero colpito. Leggera, scorrevole e con un ottimo feeling mi ha fatto sentire proprio a mio agio scriverci e in questi giorni sto portando lei in giro per le mie passeggiate. Di solito mi porto dietro o Lamy Safari AL-Star o la mia preferita in assoluto e inseparabile compagna, la Pilot Custom 74 con pennino in oro Extra Fine. 

Ho divagato di nuovo...quello che voglio dire è che, se si ama la scrittura, e la scrittura è parte fondamentale della nostra vita. Bisogna sempre avere con se una penna e un taccuino per scrivere. Le idee hanno forme e percorsi davvero strani, non sai ma ne quando ne come arriveranno. Se non vengono colte al volo, il più delle volte, poi svaniscono per sempre. Magari quell'idea che riesce a cambiarti la vita vola via perché non si è stati abbastanza pronti per coglierla al volo.  A mie spese ho imparato a portare nella mia tasca sempre un piccolo taccuino, mi ha cambiato la vita...decisamente in meglio. 

lunedì 1 gennaio 2024

Wonka

Primo giorno dell'anno, primo film al cinema! 


Sono uscito dalla sala molto soddisfatto, il film mi è piaciuto sotto tutti i punti di vista, bella la scrittura, belle le musiche, bellissime le ambientazioni e i costumi. L’attore Timothée Chalamet poi è stato favoloso nei panni di Willy Wonka, una grandissima interpretazione la sua, davvero una prova da grande attore, le aspettative dopo Johnny Depp nei panni dello stesso personaggio erano alte, eppure non delude affatto e riesce a reggere a testa alta il confronto tra i due Wonka riuscendo a metterci del suo. Anche Hugh Grant nell’interpretare il simpatico Oompa-Loompa è stato spassoso. 

In sala mi sono anche appuntato alcune frasi che mi hanno particolarmente colpito:
  • L'avido vince sempre sul bisognoso è così che va il mondo signor Wonka....
  • Tutte le cose belle al mondo sono cominciate con un sogno.
  • Casa tua è il mondo che vuoi.
Credo che racchiudono molto l’essenza di questo film e il messaggio che vuole lasciare. La speranza di riuscire a cambiare il mondo attraverso la realizzazione dei nostri sogni, di non lasciarsi mai sopraffare dagli avidi e potenti e inseguire sempre la lealtà e la verità.  
La sensazione più bella è uscire dal cinema dopo aver visto un bel film, quell’appagamento che solo la magia del cinema riesce a regalare. Non nego che sia stato un film che è riuscito ad emozionarmi. Consigliatissimo!

Ruba come un artista: Per essere più creativo nel lavoro e nella vita.

 


L'arte è un Furto. Pablo Picasso

Primo giorno dell'anno, primo libro letto. Guardando qualche contenuto su YouTube mi sono imbattuto in questo scrittore, Austin Kleon. Nel video che stavo guardando c'era la citazione di un suo libro che diceva: "Condividi ciò che ami, e le persone che amano le stesse cose ti troveranno". Sono andato a cercare di quale libro si trattasse e l'ho trovato, si intitola SEMINA COME UN ARTISTA 10 IDEE PER CONDIVIDERE LA TUA CREATIVITA' E FAR CONOSCERE IL TUO LAVORO. Ho subito acquistato l'ebook e l'ho cominciato a leggere e il libro inizia subito con una bellissima citazione che mi ha conquistato subito: "Se tu hai una mela e io ho una mela e ce la scambiamo, tu e io abbiamo una mela per uno. Ma se tu hai un'idea e io ho un idea e ce la scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee. George Bernard Shaw." Direi che il libro iniziava davvero alla grande. Poi mi sono accorto che in realtà, questo libro altro non era che il secondo di una trilogia. Ho trovato così il primo e l'ho acquistato. Stanotte, dopo capodanno, l'ho cominciato e oggi, primo giorno dell'anno l'ho già finito. Il libro ovviamente non è molto lungo, si legge davvero in un lampo e l'ho trovato davvero stimolante. Questi dieci consigli, per quanto possano apparire banali e scontati li ho trovati molto più profondi di quello che appaiono. Li ho trovati dannatamente stimolanti, soprattutto molto adatti alle mie passioni e a ciò che mi piacerebbe realizzare. Sto già cominciando a seguire i consigli letti e alcuni, inconsciamente, li stavo già seguendo. 
Non mi resta quindi di consigliare questo libro a tutti quelli che aspirano ad essere creativi. Da parte mia penso che comincerò molto presto a leggere anche il suo secondo libro, Semina come un artista.

E ADESSO?
  • Fai una passeggiata
  • Prepara la cartella della refurtiva
  • Vai in biblioteca
  • Compra un block-notes e usalo
  • Stendi un calendario
  • Inaugura il diario di bordo
  • Regala a qualcuno una copia di questo libro
  • Apri un blog
  • Schiaccia un pisolino

giovedì 5 ottobre 2023

Processi creativi

Spesso mi piace usufruire di contenuti, soprattutto su YouTube, riguardo i processi creativi e la scrittura. Mi piace molto starmene a ricercare dei video interessanti riguardo questo argomento. Solo che, lungi da me criticare chi fa questo genere di contenuti (che rimangono di certo meglio di tanta nullità cosmica che va per la maggiore), mi sono accorto che il tema principale di questi video, sembra sempre lo stesso. Ci sono sempre le stesse nozioni e si ripete quasi a pappagallo quelle quattro lezioncine in croce riprese dai manuali di scrittura creativa più famosi. Spesso ho proprio la sensazione di vedere lo stesso video fatto da persone diverse.  La ricerca quindi di contenuti nuovi mi sembra sempre più infruttuosa.  Ma se si esce fuori dall'Italia, la questione cambia, c'è davvero il mondo la fuori e mi sono imbattuto in tanti contenuti molto diversi tra di loro e uno più interessante dell'altro. La lingua poi, ormai, non è più un limite. YouTube traduce in automatico i sottotitoli rendendo i contenuti fruibili a chiunque. Ad essere sincero, usufruire di contenuti in inglese mi sta aiutando parecchio anche con lo studio della lingua facendo passi da gigante in poco tempo. 

Da un periodo a questa parte quindi mi sento iperstimolato. Sento che tanti processi creativi hanno cominciato a girare dentro la mia testa. Ho aperto un canale YouTube anche io dove ci pubblico video e contenuti inerenti alla scrittura. Il canale è il seguente: WRITE WITH ME. Vi invito a iscrivervi, per ora non ci sono molti contenuti, ma ho intenzione di lavorarci quanto più possibile. 


Altra fonte di ispirazione è stata quella di cambiare metodo di scrittura del mio diario. Prima non facevo altro che scrivere la data e i miei pensieri, qualche idea e il resoconto della giornata. Navigando in rete mi sono reso conto che il diario può anche trasformarsi in un contenitore di idee e passioni (certo, non ho scoperto l'acqua calda), per cui ne ho cominciato uno nuovo con questo nuovo sistema. 



Lo voglio riempire di idee, storie, fotografie, disegni, collage e tanto altro. Tutto ciò che mi ispira e che mi piace lo voglio inserire dentro questo taccuino. In  questo modo, un semplice taccuino può diventare una grande fonte inesauribile di idee. La creatività trova di conseguenza una giusta collocazione. 


Il motto è SCRIVERE! SCRIVERE! SCRIVERE!






giovedì 15 giugno 2023

Jlab Rewind, cuffie dal sapore Vintage


Qualche giorno fa mi sono deciso a prendere queste cuffie wireless. Mi era capitato di vedere un video su YouTube di un tizio che le aveva e non ne parlava male. Il costo poi è veramente irrisorio ed esteticamente, il loro richiamo agli anni 80' con quei colori  e il design che ricalca le vecchie cuffie dei Walkman Sony mi fa davvero impazzire. Io amo tutto ciò che è vintage, per me ciò che si faceva un tempo, era concepito per durare in eterno, Ritengo che oggetti del genere abbiano un'anima che li rendono immortali. Queste cuffie, anche se sono un qualcosa di moderno, strizzano l'occhio ai vecchi tempi, dove tutto era più genuino.  Io non sono molto amante delle cuffie Bluetooth, soprattutto i modelli IN-EAR, eppure in giro vedo praticamente solo quelli. A me danno veramente un fastidio del diavolo tenerle infilate nelle orecchie, mi provocano oltre il fastidio anche un discreto dolore. Sono più un amante del ON-EAR e OVER-EAR, più comode per me e decisamente più godibili.  Queste Jlab Rewind sono davvero comode da indossare, leggerissime e pesano solamente 57 gr. Nemmeno si sentono addosso e l'archetto non stringe affatto ma rimangono comunque ben salde sulla testa... e volete mettere quel design vintage che non guasta mai? Ora parliamo della loro qualità. Ora non aspettatevi che suonano come cuffie di tutt'altra fascia di prezzo e categoria, se cercate l'alta fedeltà assolutamente no, andate oltre. Non sono minimamente paragonabili ad esempio alle mie Sennheiser HD 599 SE, quelle sono un altro mondo. Ma posso dire che sotto l'aspetto audio queste Jlab mi hanno piacevolmente sorpreso. Già il fatto che hanno tre tipi di equalizzazioni non mi dispiace, il suono che esce è pulito, ma non isola completamente da quello che ci circonda. Anche il volume se impostato al massimo non risulta troppo alto, e questo per me non è assolutamente un difetto. Parere personale a me, la musica a troppo volume, non riesco proprio a godermela. I bassi non sono eccessivamente spinti ma loro presenza risulta molto avvolgente. Però per venti euro, sul serio, ma di cosa stiamo parlando? Sfiderei chiunque allo stesso prezzo a trovare cuffie di questo tipo che suonano così. La durata della batteria si attesta sulle dodici ore che non sono tantissime, ma sicuramente rimangono molto gestibili. Hanno un microfono, per cui sono anche comode per rispondere alle chiamate e arrivano le spugne in due colorazioni, arancioni e nere. Per ovvie ragioni preferisco le arancioni. Comunque le consiglio vivamente, ormai le sto usando da diversi giorni e mi dimentico di averle indosso, consigliatissime!

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giovedì 8 giugno 2023

Completezza

 


Quando ti rendi conto di avere tutto nella vita, scopri che non hai bisogno di nient'altro..

domenica 4 giugno 2023

La mia prima torta di mele

 


Sono rientrato da un fine settimana fuori per un matrimonio che si è svolto in Molise. La prima sera sono stato ospitato in un piccolo Bed & Breakfast gestito dalla cugina della sposa in un pesino sperduto di nome Roccasicura. Il bello di questo B&B è che mi ha regalato la sensazione di essere ospitato in una vecchia casa di paese, come quelle di una volta. Nonostante si vedeva che fossero stati fatti diversi lavori per rinnovare lo stabile, sono riusciti a lasciargli quell'anima antica tanto affascinante. Eravamo arrivati alle dieci e mezza di sera, ci è venuta ad aprire e ci ha fatto accomodare anche con troppa gentilezza vista l'ora a cui ci siamo presentati. Un accoglienza unica. 


Lo spirito è proprio quello di una volta, in cui l'essenziale è il fulcro della vita. Delle sedie in legno davanti un camino. Il benessere della semplicità. Questa immagine mi ha fatto tornare indietro nel tempo, a quando ero bambino e mi capitava di ritrovarmi in case del genere, che trasmettevano calore non appena varcata la soglia. La mia immaginazione volava di fronte a questa immagine, mi immaginavo li seduto a fumare la pipa con un bel bicchiere di vino in mano. 


Non parliamo poi della colazione, nella foto non sono riuscito a riprendere tutto ma giuro che c'era molta altra roba, troppa. C'era solo l'imbarazzo della scelta, ma la mia attenzione era stata colpita dalla torta di mele. Non so ma mi dava l'impressione che fosse un qualcosa di buonissimo, fatta davvero con tanta cura e dedizione. Talmente tanta da averci trasmesso un gusto in più. Dei sapori di gentilezza e accoglienza. Per questo poi, questa torta di mele me la sono portata dentro. Mi ero ripromesso che una volta tornato a casa avrei riprovato a farla. La signora ci ha spiegato che il segreto di una buona torta di mele sono le mele stesse, devono essere umide. Incredibile di come, di questo breve viaggio, di questo matrimonio, mi sia portato dietro il piacevole ricordo di una torta di mele. 


Qui in questa foto si riesce a vedere, eccola la torta di mele che tanto mi ha colpito. Mi sono servito due belle fette di torta, ed era buonissima, proprio come avevo immaginato.  Ora non so se nella mia vita ne abbia mai mangiata una più buona, probabilmente si, ma non è proprio ricordo. Di questa però ne conserverò a lungo il bellissimo ricordo. Lo conserverò con gelosa nostalgia. 


Dopo due fette di torta e due tazze di caffè, mi ero seduto a rilassarmi su quel divanetto mentre la signora del B&B chiacchierava con mia moglie e i piccoli. Anche loro non si sono risparmiati di fronte ad una colazione tanto variegata e abbondante. 


Mentre poi risalivamo nelle nostre camere mi sono imbattuto in questo quadro che secondo me rappresenta esattamente l'effetto che mi ha fatto questo bellissimo e piccolo Bed & Breakfast. Una famiglia felice raccolta intorno a un tavolo dove l'essenziale è ciò che di più importante c'è nella vita.
Questa mattina, a casa, ho provato a fare la prima torta di mele della mia vita, magari non sarà stata buona come quella della signora, magari non è bellissima a vedersi, ma vi assicuro che la mia torta di mele, anche se è stata la prima che ho fatto, è un qualcosa di speciale. Ci ho messo dentro dei ricordi bellissimi e non poteva assolutamente venire male. 




 






mercoledì 31 maggio 2023

Chromebook, tutto quello che ho sempre desiderato in un portatile per scrivere


 Alla fine anche io mi sono convertito al #Chromebook. Ormai è qualche ora che mi ci sto divertendo a smanettarci sopra per capire tutte le sue funzionalità. Lo sto trovando estremamente semplice, fruibile e dannatamente veloce nonostante la potenza del portatile non sia eccelsa. Anzi, a dir la verità è molto più potente il mio smartphone che questo Acer 314. Eppure il sistema operativo Chrome OS è ottimizzato una meraviglia. Non avrei mai immaginato di trovarmi così bene e sono davvero contento di aver fatto questo passo. Mi sono ritrovato tutti i miei lavori salvati nell'universo di Google, foto comprese. La praticità di tutto questo è disarmante. Lo schermo poi è un Full HD 14 Pollici, davvero niente male. Con l'occasione dell'arrivo di questo Chromebook, ho deciso di tornare a scrivere anche su queste pagine. Mi sta tornando voglia di scrivere e l'acquisto di questo giocattolino mi ha davvero stimolato molto. Penso che sia l'oggetto più adatto per chi ama scrivere.  Mi chiedo come sia riuscito finora a stare senza. 

Le mie macchine da scrivere - 01, Royal Litton 203

  La mia prima macchina da scrivere. Dove tutto è cominciato. Anche se ho dei vaghi ricordi da bambino a casa di mia nonna. Ricordo una vecc...