martedì 23 luglio 2024

Olympia SM3 De Luxe, 1957


Qualche giorno fa, spulciando su eBay, sono capitato su un'asta in cui avevano messo in vendita questa bellezza. Ora io non so come ci sia riuscito, ma fatto sta che mi sono aggiudicato l'asta per questa macchina da scrivere veramente ad un prezzo irrisorio. Questo modello di macchina da scrivere, in ottimo stato, arriva ad avere delle cifre folli. Comunque fatto sta che sono riuscito ad aggiudicarmi questa magnifica Olympia SM3 De Luxe. Quando è arrivata aveva qualche piccolo difettuccio, ma niente che non sia riuscito a risolvere con delle regolazioni, mi piace mettermi a revisionare vecchie macchine da scrivere e tante cose riesco a farle anche da solo. Aveva qualche problema di allineamento del carrello e dei caratteri, aveva bisogno di una bella lubrificata e qualche altro piccolo particolare da sistemare. In poco tempo sono riuscito a far tornare praticamente nuova questa bellezza e a farla funzionare quasi come fosse appena uscita dalla fabbrica. Dal numero seriale sono riuscito a risalire all'anno di fabbricazione, 1957. Questa macchina da scrivere ha quasi 70 anni ed è ancora un gioiellino. Adesso è qualche giorno che la sto usando e sto notando ancora un ulteriore miglioramento della sua meccanica, probabilmente era ferma da parecchio. Bellissima anche la sua custodia originale, tenuta abbastanza bene. Sicuramente era tenuta chiusa in qualche ambiente che l'ha mantenuta davvero in ottimo stato. Si può dire che non ha nemmeno un graffio e sembra davvero che sia appena stata prodotta. 
Amo questo genere di oggetti vintage e mi piace da morire usarli, con questa macchina da scrivere ho davvero fatto un affare. Il feeling è pazzesco e fin da subito posso dire che sia diventata la mia macchina da scrivere preferita tra le sei che ho a casa. Mi piace tutto di questa Olympia SM3, dal suono dei tasti al design, dalla meccanica alla sua precisione. Mi sono letteralmente innamorato di questa macchina da scrivere e sono sicuro che trascorrerò insieme a lei dei momenti fantastici. 



 

mercoledì 3 luglio 2024

Abissi d'acciaio - Asimov


 Sono trascorsi davvero molti anni dall'ultima volta che ho letto questo libro di Asimov, Abissi d'acciaio. Penso che andavo ancora al liceo e in quel periodo, questo scrittore divenne una droga, ho iniziato proprio da questo libro, il primo del ciclo dei Robot e poi non ho più smesso e ho comprato di suo tutto ciò che mi capitava a tiro. Tutti i suoi più famosi cicli, robot, impero e fondazione e i suoi romanzi autoconclusivi e raccolte di racconti. I cicli più importanti li lessi in ordine cronologico, non in ordine di pubblicazione e mi sono totalmente immerso nella magnifica fantascienza di Asimov e non ne sono più uscito. 

In questi giorni di vacanza avevo deciso di ricominciare a leggere Abissi d'acciaio, mi balenava questa idea per la testa già prima di partire tanto che l'avevo cominciato qualche giorno prima della partenza, e l'ho finito sotto l'ombrellone. Dato il tempo passato non ricordavo molto della storia, giusto qualche sprazzo di reminiscenza, ricordavo però che mi fece impazzire questo primo romanzo sui Robot, tanto che i protagonisti mi erano rimasti parecchio impressi. Quando l'ho riletto non ho potuto far altro che confermare quanto bello sia questo libro. Quello che secondo me è un bellissimo noir di fantascienza.

Il protagonista infatti Elijah Baley sembra il classico detective uscito dalle vecchie storie noir degli anni cinquanta. Infatti il romanzo, uscito dalla penna di Asimov è del 1954. La storia però è ambientata millenni nel futuro, in una terra sovrappopolata e completamente trasformata, le città si sono espanse talmente tanto da diventare tentacolari intorno alla terra, gli abitanti hanno iniziato a vivere in queste megalopoli  sviluppatesi anche sotto terra in questi opprimenti abissi d'acciaio. L'ambientazione è proprio il punto forte di questa detective story. Asimov è stato un maestro nel dimostrare che la fantascienza possa essere fantastica per qualsiasi genere letterario. A fare da spalla a Elijah Baley c'è il Robot umanoide Daneel R. Olivaw. Questo personaggio mi è entrato proprio dentro e credo che sia diventato nel tempo un archetipo del genere Robot. Geniali poi in Asimov le tre leggi della robotica, anche queste diventate un archetipo per la fantascienza:

«Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno.

Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non vadano in contrasto alla Prima Legge.

Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché la salvaguardia di essa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.»

Praticamente tutto ciò che è stato scritto dopo Asimov, si è rifatto a queste tre leggi che questo scrittore sembra aver inciso su una pietra biblica e tanti scrittori che gli sono succeduti, non hanno potuto fare a meno di sottostare a questi principi granitici. 

Ho già cominciato il secondo romanzo, Il sole nudo. Come ho letto l'ultima pagina di abissi d'acciaio, dallo zaino ho tirato fuori il secondo romanzo. Non riuscivo a separarmi subito da questi due personaggi e mi sono di nuovo immerso nella lettura. Penso proprio che tornerò a leggere, dopo tanto tempo, tutte le opere di questo grande e profetico scrittore. Non posso che consigliare la lettura di questo bellissimo romanzo. 

Abissi d'acciaio - Asimov

martedì 2 luglio 2024

Odio il pressapochismo sulle cose...


 Periodo di vacanza e periodo di tante letture. in questi giorni mi trovo in Sardegna e una sera, mentre passeggiavo per la graziosa San Teodoro, sono capitato in una libreria e ho preso questo libro di Hemingway, Avere e non avere. Una raccolta di tre racconti scritti da Hemingway negli anni trenta che sono poi diventati un romanzo ambientato tra Cuba e Key West. Non l'ho ancora finito di leggerei, dei tre racconti di cui è composto il libro, ho da poco finito il primo e mi sta piacendo davvero parecchio, Hemingway è narratore favoloso e il suo stile è unico e inconfondibile. Lo amo in maniera viscerale ed esattamente come con Haruki Murakami, di suo leggerei anche la lista della spesa. Questo libro mi mancava nella mia biblioteca e come mi è capitato tra le mani l'altra sera, l'ho preso senza pensarci due volte. 

C'è una cosa che mi fa letteralmente incazzare e non ha nulla a che vedere con la qualità del romanzo, quello che veramente mi fa innervosire è il pressappochismo di queste edizioni. La copertina di questo libro non centra una beata mazza con il suo contenuto.  È totalmente sbagliata, un romanzo ambientato quasi totalmente in barca, sul mare tra Cuba e Key West e in copertina mi ci piazzi la foto di un paesaggio di colline e montagne, la sagoma di una barca a vela (la barca del protagonista è una barca per la pesca a motore che non ha nulla a che vedere con le barche a vela) al cui interno c'è il cielo con le nuvole e una sagoma nera piccola di quello che dovrebbe essere il protagonista. Ma che cosa mi rappresenta sto schifo di copertina? Cosa hanno a che vedere col romanzo immagini del genere? Questo è il classico esempio di un lavoro fatto tanto per fare, un compitino facile facile senza il minimo sforzo. Neanche una minima ricerca su ciò che si sta per realizzare. Ora io non so cosa ci sia dietro a dinamiche del genere, magari c'è un grafico sottopagato che deve realizzare centinaia di copertine in poco tempo e questi orrori sono il risultato. O magari vengono utilizzate quelle dannate IA generative che detesto con tutta l'anima. Però mi rifiuto di credere che una casa editoriale come la Mondadori possa permettersi questo pressappochismo su ciò che vende. Io sto notando un certo decadimento culturale in questa società moderna, e questo lo vedo come l'ennesimo tassello di un quadro ben più ampio. 

Asimov Story - La storia e le storie "introvabili" di Isaac Asimov

  Asimov Story - La storia e le storie "introvabili" di Isaac Asimov Oggi sono capitato ad un mercatino dell'usato , mi piace ...