martedì 23 luglio 2024
Olympia SM3 De Luxe, 1957
mercoledì 3 luglio 2024
Abissi d'acciaio - Asimov
Sono trascorsi davvero molti anni dall'ultima volta che ho letto questo libro di Asimov, Abissi d'acciaio. Penso che andavo ancora al liceo e in quel periodo, questo scrittore divenne una droga, ho iniziato proprio da questo libro, il primo del ciclo dei Robot e poi non ho più smesso e ho comprato di suo tutto ciò che mi capitava a tiro. Tutti i suoi più famosi cicli, robot, impero e fondazione e i suoi romanzi autoconclusivi e raccolte di racconti. I cicli più importanti li lessi in ordine cronologico, non in ordine di pubblicazione e mi sono totalmente immerso nella magnifica fantascienza di Asimov e non ne sono più uscito.
In questi giorni di vacanza avevo deciso di ricominciare a leggere Abissi d'acciaio, mi balenava questa idea per la testa già prima di partire tanto che l'avevo cominciato qualche giorno prima della partenza, e l'ho finito sotto l'ombrellone. Dato il tempo passato non ricordavo molto della storia, giusto qualche sprazzo di reminiscenza, ricordavo però che mi fece impazzire questo primo romanzo sui Robot, tanto che i protagonisti mi erano rimasti parecchio impressi. Quando l'ho riletto non ho potuto far altro che confermare quanto bello sia questo libro. Quello che secondo me è un bellissimo noir di fantascienza.
Il protagonista infatti Elijah Baley sembra il classico detective uscito dalle vecchie storie noir degli anni cinquanta. Infatti il romanzo, uscito dalla penna di Asimov è del 1954. La storia però è ambientata millenni nel futuro, in una terra sovrappopolata e completamente trasformata, le città si sono espanse talmente tanto da diventare tentacolari intorno alla terra, gli abitanti hanno iniziato a vivere in queste megalopoli sviluppatesi anche sotto terra in questi opprimenti abissi d'acciaio. L'ambientazione è proprio il punto forte di questa detective story. Asimov è stato un maestro nel dimostrare che la fantascienza possa essere fantastica per qualsiasi genere letterario. A fare da spalla a Elijah Baley c'è il Robot umanoide Daneel R. Olivaw. Questo personaggio mi è entrato proprio dentro e credo che sia diventato nel tempo un archetipo del genere Robot. Geniali poi in Asimov le tre leggi della robotica, anche queste diventate un archetipo per la fantascienza:
«Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno.
Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non vadano in contrasto alla Prima Legge.
Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché la salvaguardia di essa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.»
Praticamente tutto ciò che è stato scritto dopo Asimov, si è rifatto a queste tre leggi che questo scrittore sembra aver inciso su una pietra biblica e tanti scrittori che gli sono succeduti, non hanno potuto fare a meno di sottostare a questi principi granitici.
Ho già cominciato il secondo romanzo, Il sole nudo. Come ho letto l'ultima pagina di abissi d'acciaio, dallo zaino ho tirato fuori il secondo romanzo. Non riuscivo a separarmi subito da questi due personaggi e mi sono di nuovo immerso nella lettura. Penso proprio che tornerò a leggere, dopo tanto tempo, tutte le opere di questo grande e profetico scrittore. Non posso che consigliare la lettura di questo bellissimo romanzo.
martedì 2 luglio 2024
Odio il pressapochismo sulle cose...
C'è una cosa che mi fa letteralmente incazzare e non ha nulla a che vedere con la qualità del romanzo, quello che veramente mi fa innervosire è il pressappochismo di queste edizioni. La copertina di questo libro non centra una beata mazza con il suo contenuto. È totalmente sbagliata, un romanzo ambientato quasi totalmente in barca, sul mare tra Cuba e Key West e in copertina mi ci piazzi la foto di un paesaggio di colline e montagne, la sagoma di una barca a vela (la barca del protagonista è una barca per la pesca a motore che non ha nulla a che vedere con le barche a vela) al cui interno c'è il cielo con le nuvole e una sagoma nera piccola di quello che dovrebbe essere il protagonista. Ma che cosa mi rappresenta sto schifo di copertina? Cosa hanno a che vedere col romanzo immagini del genere? Questo è il classico esempio di un lavoro fatto tanto per fare, un compitino facile facile senza il minimo sforzo. Neanche una minima ricerca su ciò che si sta per realizzare. Ora io non so cosa ci sia dietro a dinamiche del genere, magari c'è un grafico sottopagato che deve realizzare centinaia di copertine in poco tempo e questi orrori sono il risultato. O magari vengono utilizzate quelle dannate IA generative che detesto con tutta l'anima. Però mi rifiuto di credere che una casa editoriale come la Mondadori possa permettersi questo pressappochismo su ciò che vende. Io sto notando un certo decadimento culturale in questa società moderna, e questo lo vedo come l'ennesimo tassello di un quadro ben più ampio.
Asimov Story - La storia e le storie "introvabili" di Isaac Asimov
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In questi giorni di vacanza sto leggendo un libro dietro l'altro. Dopo i primi due romanzi di Maigret ho comprato, nell'unica librer...
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Ero nella mia stanza d’albergo, stavo aspettando. Mi ero appisolato un momento sul letto della camera quando mi svegliai di soprassalto. ...